Italia Viva: «Fabbri cambia i criteri a Ferrara, ora faccia così anche Zamboni (Pd)»
Le regole per l'accesso in graduatoria modificate dopo la sentenza del tribunale. Ma solo nel comune capoluogo
FERRARA. Dopo il braccio di ferro giudiziario, perso, il Comune di Ferrara ha modificato nell’assegnazione delle case popolari il criterio della residenzialità storica che dava un punteggio per ogni anno di residenza, senza un tetto massimo: per questo il tribunale di Ferrara aveva sentenziato il criterio come “discriminatorio”, e Palazzo Municipale si è appunto adeguato alle indicazioni del tribunale, modificandolo.
Plaude a questo cambio Italia Viva Ferrara che in una nota spiega che «apprendiamo con favore la notizia che il sindaco Fabbri abbia deciso di adeguarsi a quanto stabilito dal Tribunale di Ferrara in merito ai criteri di assegnazione delle case popolari». E sottolinea che è un bene «che Ferrara si adegui». Ma va oltre, Italia Viva e bacchetta anche il Pd: «Alan Fabbri – continua la nota – sembra essere in buona compagnia anche nel resto della Provincia ferrarese». Infatti, quel punteggio discriminatorio (0,5 punti per anno di residenza, senza tetto massimo) , informa Italia Viva, «permane nel regolamento dell’Unione dei Comuni Terre e Fiumi (Copparo, Riva del Po, Tresignana) presieduta, tra l’altro, da Andrea Zamboni sindaco PD di Riva del Po». E allora? Allora «esigenza di giustizia impone che tutti i comuni, non solo quello di Ferrara, adeguino i propri regolamenti a quanto stabilito dal Tribunale di Ferrara, senza attendere contenziosi nei loro confronti». E chiude Italia Viva: «Esigenza di onestà intellettuale impone al Pd – che non guarda mai in casa propria – di non cadere in contraddizione e prendere posizione nei confronti dei propri amministratori, sollecitandoli a porre rimedio ad atti gravemente discriminatori».
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