L'accusa: "Uccise la compagna nella loro casa". Sarà processato in aprile
Il giudice ha rinviato a giudizio Donato Saveri, presunto assassino di Rossella Placati uccisa con un colpo alla testa e con quattro coltellate al petto. L'omicidio il 22 febbraio dello scorso anno: da allora Saveri è rimasto l'unico indagato, ora la resa dei conti davanti alla Corte d'Assise
FERRARA – Davanti al giudice Danilo Russo è rimasto in silenzio, ma i suoi legali hanno ribadito che lui, accusato di omicidio, sostiene di essere innocente, di non aver ucciso la compagna, Rossella Placati, nella casa che dividevano, a Bondeno: era il 22 febbraio dello scorso anno, e da allora, però, in tutti gli atti giudiziari è comparso solo il suo nome come presunto assassino.
Per questa accusa, omicidio volontario aggravato, oggi il giudice ha deciso per lui il processo: Doriano Saveri, 45 anni, artigiano edile, dovrà presentarsi davanti alla Corte d’assise, nel processo pubblico, il prossimo 14 aprile come avevano chiesto i magistrati della procura, pm Stefano Longhi e Lisa Busato, che hanno seguito fin dalle prime ore di questo caso tutte le fasi dell’inchiesta.
Quella mattina del 22 febbraio scorso, Saveri si presentò in caserma dei carabinieri a Bondeno, senza aver chiamato prima i soccorsi nella casa di Borgo San Giovanni dove c’era il corpo senza vita di Rossella Placati, urlando ai militari: «Io non c’entro nulla, non c’entro, ma lei è morta, è morta».
Da allora è rimasto solo lui, unico indagato, nelle indagini condotte dai pm che hanno scandagliato tutto e di più, attorno al caso, avvalendosi degli accertamenti dei carabinieri di Bondeno, del reparto investigativo di Ferrara e della sezione del Ris di Parma.
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Nella mattina di oggi, i due pm si sono confrontati con i difensori di Saveri (Longobucco e Palma) e della famiglia della Placati (Caniato e Maggi) : una udienza dall'esito scontato, visto che la difesa non può optare per il giudizio abbreviato (dal punto di vista procedurale per il reato di omicidio non è possibile) e dunque il confronto sugli atti, le prove e i riscontri che portano solo e soltanto a Saveri, avverrà al processo di aprile.
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La procura ha sintetizzato le accuse, indicando la successione del fatto e la brutalità con cui Rossella Placati venne colpita e uccisa. Uccisa la notte tra la domenica del 21 febbraio e quel lunedì mattina, del 22, quando Saveri si presentò alla caserma di Bondeno. La morte risalirebbe ad un orario compreso tra l’1. 30 e le 5. 30 di quel lunedì, quando nella casa di Borgo San Giovanni oltre alla Placati era presente solo Saveri. Che, come lui stesso disse agli inquirenti, si assentò di casa la sera prima, soltanto per poche ore dalle 20 alle 22. Per uscirne la mattina presto attorno alle 6. Secondo la sintesi dell’accusa la donna venne massacrata con violenza e brutalità: prima con un pugno al volto che procurò lesioni e fratture a bocca, naso e denti (particolari riferiti nel campo di incolpazione per sottolineare al violenza dell’uccisione) .
Poi colpita con un coltello quattro volte al petto, due di queste in modo profondo e quindi una volta seduta a terra colpita alla testa con un corpo contundente che non le lasciò scampo viste le lesioni devastanti che quell’arma (una martellina? ) le procurò. Ma l’arma del delitto, pur cercata, non è mai stata trovata.
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