ferrara
cronaca

Fox Bompani: metà stipendio, tante paure. «Difficile andare avanti»

Sciopero a oltranza allo stabilimento di Ostellato con la Fiom che cerca soluzioni. Gli operai: «Lo abbiamo saputo da un cartello sulla macchina del caffè»


22 febbraio 2022 Annarita Bova


OSTELLATO. Dietro ogni persona c’è una vita. E per vivere bisogna lavorare e guadagnare. Una banalità? Certo non per le decine di lavoratori e lavoratrici della Fox Bompani che anche ieri mattina, assieme Giovanni Verla, segretario generale della Fiom Cgil, hanno scioperato davanti alla azienda per il pagamento integrale dello stipendio di gennaio e il versamento dei contributi previdenziali al fondo integrativo. Ma anche mancati versamenti del tfr al fondo Cometa, utilizzo di ferie forzate per far fronte agli stop produttivi «e nessun piano per il futuro - ha sottolineato Verla -. Dall’azienda continuano a non dare segnali». Intanto «anche oggi (ieri, ndr), gli stipendi non sono stati pagati - fa presente il segretario della Fiom -, sinceramente in tanti anni e in tante battaglie non abbiamo mai visto nulla del genere».



paura e rabbia

Nel cortile della Bompani arriva anche chi è già andato in pensione, chi non è di turno, chi lavora altrove.

Maurizio Faggioli lavora in azienda da 42 anni: «ne ho viste di cotte e di crude - racconta -, ma la delusione e la rabbia di questi giorni raramente la ricordo. Non pagano i nostri stipendi. Ci tengono a casa a zero euro, potrebbero almeno attivare la cassa integrazione. Sa quanto guadagna un operaio medio? 1.400 euro. Dello stipendio di gennaio abbiamo visto la metà: si vive con 700 euro? No. Io andrò presto in pensione, la mia vita l’ho fatta ma sono qui per loro, per i miei colleghi, per tutte quelle famiglie che non sapranno come pagare le bollette». Anche Andrea Malisardi è uno dei dipendenti più anziani e cerca di tranquillizzare, di dare conforto e speranza anche se la rabbia gli si legge negli occhi: «L’astio, lo scontro, la situazione in cui siamo non giova naturalmente a nessuno. Abbiamo saputo che ci sarebbe arrivato solo il 50% dello stipendio da un foglio attaccato alla macchinetta del caffè: questa è la considerazione che hanno di noi. Ci sono problemi? Ditelo in faccia, che considerazione hanno dei loro operai?».

E mentre Giovanni Verla cerca di avere risposte, Debora Vacchi deve capire come fare ad arrivare alla fine mese. «Le difficoltà sono enormi. Io come la maggior parte delle persone ho le spese pianificare fino all’ultimo centesimo e adesso me ne mancano la metà. Arrivare al quindici del mese, quando entrano tutti i pagamenti e vedere che in conto non ci sono soldi terrorizza. Lo avessero almeno detto, comunicato, forse ci saremmo anche potuti organizzare, spostare qualcosa e fare qualche spesa in meno».

«È una situazione vergognosa - non usa mezzi termini un’altra dipendente, Elisa Caldironi -. Siamo persone serie, responsabili, abbiamo sempre dato tutto all’azienda. Chiediamo solo quello che nostro. Io per esempio aspettavo gli assegni familiari, avevo degli arretrati. Circa 600 euro e ne ho visti la metà: è giusto? No. Mi hanno preso anche quelli. Vien voglia di mollare ma poi invece ogni mattina siamo qui a lottare. Un grazie a chi è qui con noi, è importante non restare soli».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.