Troppe violenze nel carcere, e il caso diventa caso politico: «La Regione dica cosa succede all'interno»
Il consigliere Lega, Bergamini, chiede conto della situazione dentro l’istituto. Ultimo caso di detenuto che ha aggredito agenti,lanciando loro addosso feci. Un altro ha tentato il suicidio
Prima ha rotto il televisore della sua cella, poi quando gli è stato detto che in magazzino non ce n’erano più (da luglio ad oggi ben 300 fatti fuori, per danneggiamenti dei detenuti) e che doveva pagare 100 euro per il danno ha pensato bene di protestare con due agenti di Polizia penitenziaria tirando loro addosso un pitale pieno di urine e feci, assieme agli oggetti della cella nonchè tentare di aggredirli con una lametta: lui un detenuto magrebino, fuori controllo, è solo l’ultimo caso di una situazione che sta scoppiando dentro il carcere di Ferrara. E che diventa caso politico, dopo che in questi mesi il carcere è stato al centro delle cronache (suicidi, tentati, aggressioni) e di processi in tribunale (per presunte torture, ricatti, faide interne e altro).
Caso politico perchè l’ennesimo episodio di violenza nel carcere dell’Arginone è al centro di un intervento del consigliere regionale Lega, Fabio Bergamini che chiede che «la Regione riferisca sulla gestione dei detenuti affetti da patologie psichiatriche e sull’organizzazione della Casa circondariale di Ferrara».
Bergamini si sofferma sul caso del detenuto e richiama la Regione poichè «è urgente che riferisca su quello che sta succedendo nelle case circondariali emiliano-romagnole». Ferrara in particolare. Poichè è la gestione interna della direzione che non convince Bergamini, come sostenuto da tempo da sindacati e addetti ai lavori interni: «Si deve constare come un detenuto per l’addebito di un danneggiamento (la richiesta di 100 euro, ndr) , sia andato in escandescenza con quei gesti e poi con insulti, minacce, senza alcun rispetto per la divisa: un episodio intollerabile – secondo Bergamini – che dimostra una volta di più come sugli agenti in servizio venga scaricato il peso della gestione dei detenuti affetti da problematiche psichiatriche».
Tanto più che nella serata di lunedì, si è registrato un altro tentato suicidio (fonti interpellati dicono “dimostrativo” con un lenzuolo stretto con le proprie mani) che si somma ai tanti problemi che portano Bergamini a sottolineare «che la direzione del carcere di Ferrara, evidentemente, fatica a gestire con una adeguata organizzazione: lo dimostra il fatto che il protagonista dell’ultimo episodio violento è recidivo e non risulta essere stato punito con l’isolamento, nonostante la sua pericolosità per gli altri». Da qui la decisione di Bergamini di sollecitare l’Assemblea regionale: «Chiediamo alla Giunta Bonaccini spiegazioni su quanto sta accadendo nelle carceri».
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