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Cra, poco personale? Si trova in “prestito”

L’esempio più recente, gli infermieri dall’Asl alla residenza Eppi, a Portomaggiore. Ma il sistema vale anche per i medici di pronto soccorso


09 giugno 2022 Gi.Ca.


FERRARA. Se il personale manca, chiedilo in “prestito”. La formula ha attecchito negli ultimi mesi anche in un comparto che in passato si è sempre autogestito nelle situazioni di carenza di forza lavoro, quello sanitario, al punto che ormai viene applicata da entrambe le aziende pubbliche del territorio (Asl e Sant’Anna) per reperire infermieri e medici quando il mercato non è in grado di rispondere alle richieste.

La pandemia ha ulteriormente scoperto il nervo della carenza di lavoratori esperti soprattutto in alcuni ambiti specialistici, creando le premesse per individuare nuove modalità di reclutamento degli operatori (medici, infermieri, tecnici) e di erogazione dei servizi. Una esigenza che si è manifestata con particolare evidenza nelle residenze per anziani e nei servizi di emergenza-urgenza, periodicamente interessati da focolai di Covid-19 che hanno assottigliato l’organico disponibile, in qualche caso in modo allarmante. L’ultimo protocollo che autorizza l’impiego di personale per turni “in prestito” è stato deliberato da Asl, Residenza Carlo Eppi, di Portomaggiore, e Cooperativa sociale Kcs Caregiver, la società di Bergamo che gestisce la struttura portuense.

Come in altri casi che hanno fatto da apripista in provincia, anche qui l’Asl si impegna a fornire personale per i turni nei periodi di necessità (il progetto «sperimentale» scadrà fra dodici mesi).

La Cra ha dovuto fare i conti con un focolaio che ha causato assenze tra gli infermieri, come avvenuto periodicamente durante la pandemia in molte altre strutture del territorio, e ha dovuto ricorrere temporaneamente all’iniezione di manodopera dall’esterno. Il personale dipendente dell’Asl – questo il meccanismo che regola gli accordi – viene reclutato per eseguire turni aggiuntivi con un costo medio orario che va da 25 euro all’ora a 33 (per il coordinamento). Prima della Cra Eppi altre strutture e società del territorio hanno tratto beneficio da questa pratica, tra cui la Quisisana di Ostellato, la Salus, a Ferrara, la Residenza Caterina, a Ferrara, la Coop Serena, la Coop Cidas.

Un altro esempio tipico di questo nuovo modello è rappresentato dal ricorso ai turni “in prestito” nei pronto soccorso e nei reparti di emergenza della provincia. La necessità è determinata dalla difficoltà di reperire – ormai cronicamente, un aspetto aggravato dalla pandemia – medici di pronto soccorso e anestesisti. Sia l’Asl che il Sant’Anna si sono rivolte ad aziende esterne che forniscono queste prestazioni e inseriscono personale a richiesta nei turni indicati dai reparti e dai servizi interessati. Le tariffe orarie variano da 80 a 120 euro.



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