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cronaca

Crisi a Comacchio. Anche Gelli si dimette e FdI passa all’opposizione: «Manteniamo la dignità»

Dopo la cacciata di Bergonzi parole pesanti da parte del coordinatore Malaguti: «Tomasi? Una miracolata della politica. Senza di noi il centrodestra è finito»


09 giugno 2022 Annarita Bova


COMACCHIO. Era il 22 settembre 2020 quando il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Mauro Malaguti, e il nuovo sindaco di Comacchio, Pierluigi Negri, con aria soddisfatta, partirono dalla torre dell’orologio alla volta del Comune. Una vittoria, la loro, certo non scontata arrivata certamente grazie a una sudata alleanza. E ieri mattina (mercoledì 9 marzo), sempre a due passi dalla stessa torre, è arrivata l’inevitabile rottura accompagnata da toni accesi con l’annuncio delle dimissioni dell’assessore Tiziana Gelli e il passaggio di FdI nel gruppo misto. Mentre l’ex assessore Luca Bergonzi, con la sua giacca blu e la cravatta tricolore, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, con tanto di intervento telefonico da Roma del senatore Alberto Balboni: «Manteniamo la nostra dignità. Facciamo politica non per occupare posti ma perché abbiamo delle idee».



La rottura

Comacchio ha assistito dunque a quello che potrebbe essere non una “semplice” separazione locale ma a un divorzio di più ampia portata, che avrà certamente ripercussioni a livello provinciale e regionale.

Nei giorni scorsi il primo cittadino («leghista nascosto sotto il nome di civico per piacere a tutti», come ha detto Malaguti) ha liquidato Luca Bergonzi via Wattsapp «non per una questione politica, come qualcuno cavalca strumentalmente, anche perché credo fermamente che quest’ultima, soprattutto nelle amministrazioni locali, la facciano le persone, ancor prima dei partiti – aveva spiegato Negri -. È decisione di buon senso, inevitabile davanti alla presa di posizione di una persona che non si è mai prestata a dialogare con i consiglieri di maggioranza che chiedevano azioni maggiormente incisive rispetto alle deleghe assegnategli». Questo dopo giorni di smentite, trattative, silenzi, incontri e riunioni. E quando tutto sembrava rientrato, la stoccata finale.

Parole pesanti

«Innanzitutto, come Fratelli d’Italia desideriamo scusarci con i cittadini comacchiesi per aver sostenuto, se pur in piena buona fede, un sindaco certamente inadeguato al ruolo che ricopre - le parole di Malaguti -. La revoca del nostro assessore è tanto incomprensibile quanto ingiustificabile, un sindaco in evidente stato confusionale (dato che aveva smentito solo il giorno prima) ha tentato di spiegare tale atto solo con pretesti. La realtà, infatti, è che ha scrupolosamente eseguito una strategia dell’onorevole Maura Tomasi iniziata subito dopo la vittoria elettorale del centrodestra a Comacchio».

Tale strategia, a parere del coordinatore «politicamente suicida, è cominciata infatti proprio quando la parlamentare leghista, senza alcun giustificazione, non voleva l’assessore Tiziana Gelli. Ora è toccato a Bergonzi, e quando su richiesta della stessa Tomasi di un nome alternativo in quota FdI – con Bergonzi generosamente disposto a farsi da parte – gli è stato fatto il nome del nostro capogruppo Bruno Calderoni, nemmeno quello era per loro accettabile. È dunque evidente che il problema non erano le persone, bensì la volontà di colpire il loro principale alleato politico, ossia Fratelli d’Italia».

E affonda: «Maura Tomasi è una miracolata della politica, candidata perdente a sindaco nel 2017 e divenuta parlamentare quando la Lega era oltre il 30%».

Il futuro

È un fiume in piena Malaguti: «Purtroppo, ultimamente, si riscontra un fenomeno per cui ci sono persone che si candidano con i partiti per prendere i voti poi, una volta elette, pensano di poter fare ciò che vogliono. Perché sia chiaro che il danno maggiore Tomasi e Negri lo stanno facendo proprio alla Lega, perché Negri è stato voluto dalla Lega. Fratelli d’Italia, che aveva un candidato alternativo, ha sostenuto questo sindaco per l’unità della coalizione, perché noi abbiamo ben presente che senza l’unità del centrodestra non si vince. E infatti la prossima volta senza Fratelli d’Italia la Lega perderà il Comune».

Infine, l’analisi: «Dietro tutto questo c’è solo l’invidia per la crescita esponenziale del partito di Giorgia Meloni, magari una promessa fatta a qualche consigliere ora in quota Lega come Sandro Beltrami e forse anche un delirio di onnipotenza per cui c’è chi una volta al potere – in questo caso Negri e l’onorevole Maura Tomasi – pensa di poter fare ciò che vuole, è uno suo costante comportamento e questa è la dimostrazione. E Negri la sta seguendo a ruota».

Comunque, «dato che noi non abbiamo mai fatto questioni di poltrone, loro ne volevano una e noi gliene daremo due. E di questo lasciatemi ringraziare Tiziana Gelli che insieme a Bergonzi hanno dato dimostrazione, come testimonia la rassegna stampa di questi mesi, di essere stati certamente fra i migliori, e più apprezzati dai cittadini, assessori di questa giunta».

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