False vaccinazioni e falsi Green Pass, arrestate tre persone
Nei guai due medici e una collaboratrice. L'indagine della Guardia di Finanza, in collaborazione con l'Asl, ha fatto emergere 42 casi di corruzione e 157 certificazioni verdi ottenute in modo illecito. Coinvolti insegnanti, militari, addetti delle forze dell'ordine, sacerdoti. L'ago per le iniezioni simulate venica riutilizzato più volte. L'Aslsta reindirizzando su altri medici l'utenza e valuta la costituzione di parte civile in un eventuale processo
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FERRARA. L'ondata no vax ha portato decine di illeciti fino a Ferrara. Un'indagine della Guardia di Finanza di Ferrara ha condotto all'arresto di tre persone, tra le quali due medici, e all'emersione di 42 casi di corruzione e di 157 falsi Green Pass.
I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ferrara stanno eseguendo un provvedimento del G.I.P. presso il Tribunale di Ferrara con cui sono state disposte le 3 misure cautelari personali, eseguite nei confronti di due medici di medicina generale e di una collaboratrice di uno dei due professionisti, in quanto ritenuti responsabili di aver simulato la somministrazione del vaccino anti COVID-19 e di aver rilasciato false certificazioni di esenzione per patologie inesistenti, dietro compenso di denaro.
I tre soggetti arrestati, dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di falsità ideologica, corruzione, peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato. Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Ferrara, accogliendo la richiesta della procura basata sulla ricostruzione dei fatti accertati dalle Fiamme Gialle ferraresi, ha motivato la misura cautelare per la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, del pericolo di reiterazione dei fatti e di inquinamento delle prove da parte degli indagati.
Le attività investigative svolte dai militari del Nucleo di Polizia Economica Finanziaria – coordinate dalla locale procura della Repubblica – sono state avviate nel mese di dicembre scorso; in particolare era stato notato che i due medici, nel giro di pochi mesi, già a partire dal mese di aprile dell’anno scorso, avevano registrato un incremento anomalo di pazienti, con ben 848 nuovi assistiti, dei quali 51 provenienti fuori provincia e regione. Ben 548 nuovi assistiti venivano vaccinati nei quattordici giorni successivi dopo il cambio del medico. L’analisi eseguita con la collaborazione dell’Asl di Ferrara, non ha evidenziato particolari circostanze che potessero giustificare un numero così alto di trasmigrazioni di pazienti, solo in pochi casi riconducibili alla cessazione dall’incarico di altri medici di medicina generale.
Sono 42 i casi di corruzione accertati. Le attività investigative, eseguite con l’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno permesso di ricostruire il modus operandi dei medici indagati che dietro compenso di 20 o 50 euro, attestavano falsamente di avere eseguito la vaccinazione, talvolta simulando solo con l’inserimento dell’ago della siringa nell’epidermide dell’assistito, altre volte iniettando una soluzione idrosalina, o addirittura acqua. In altri casi il vaccino veniva reso deliberatamente inefficace con operazioni di ricongelamento e di scongelamento. Le immagini acquisite dai finanzieri del Nucleo PEF evidenziano, peraltro, come in diversi casi, la stessa siringa inserita nel braccio dell’assistito, venisse riutilizzata più volte, su altri pazienti, anche minorenni, in dispregio delle più elementari norme di igiene. Fra i pazienti degli studi medici al centro dell’indagine ci sono anche appartenenti alle Forze dell’Ordine, militari, infermieri, insegnanti, tutte categorie soggette all’obbligo vaccinale, oltre a sacerdoti, pensionati, liberi professionisti, commercianti e studenti. Finora sono stati accertati 157 casi di false inoculazioni che hanno permesso ad altrettanti pazienti di ottenere il “green pass”.
L’indagine, denominata “RED PASS”, spiegano le Fiamme Gialle, si inserisce nella generale azione della Guardia di Finanza a presidio della legalità economico-finanziaria e al contrasto di quegli illeciti più gravi e insidiosi che, come in questo caso, possono essere anche un grave rischio per la salute pubblica.
L'Asl ha comunicato che "si è già attivata per individuare, il più rapidamente possibile, soluzioni per i pazienti dei due medici, che saranno comunicate tempestivamente. Nel frattempo gli utenti potranno rivolgersi agli altri servizi sanitari erogati dalle aziende sanitarie della provincia. Contestualmente l’Asl si è attivata col proprio ufficio Legale per valutare eventuali aspetti disciplinari, civili e d’immagine della vicenda, rispetto alla quale si riserva di costituirsi parte lesa. Con l’occasione, infine, l’azienda rimarca come in ogni circostanza abbia sempre prestato, anche per questa specifica indagine, e continuerà a prestare, la massima collaborazione agli inquirenti".
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