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cronaca

Spaccio, chieste condanne fino a 7 anni

Wall Street, 17 a processo. Il pm tira le somme ma invoca anche «pene miti per consentire il recupero degli imputati»


12 marzo 2022


FERRARA. Una piazza di spaccio a cielo aperto, «dove non potevi entrare se non per comprare droga», e dove il mercato era «un monopolio gestito da pusher nigeriani». Tante piccole cessioni di droga che però, considerate non singolarmente ma in correlazione tra loro, delineavano un’attività organica e organizzata di spaccio «che allora era ai suoi massimi livelli, con una preoccupante espansione verso il centro».

Così ieri il pubblico ministero Andrea Maggioni nella sua requisitoria ha ripercorso le indagini dell’operazione “Wall Street”, che consentì agli ispettori di polizia giudiziaria della Squadra Mobile di Ferrara e del Servizio Centrale Operativo della polizia (Sco) di raccogliere una corposa quantità di elementi di prova, che il gip Marini nella sua ordinanza del settembre del 2019 “tradusse” in 12 misure di custodia cautelare in carcere e 16 divieti di dimora. Un impianto che, ha rivendicato il magistrato, passò indenne dal vaglio del Riesame.

«Condanne miti»

Quarantacinque in tutto gli indagati originari, per 524 capi di imputazione. A processo, al netto di sei archiviazioni, cinque patteggiamenti, 16 irreperibili e una nullità del decreto di rinvio a giudizio, erano rimasti, con un “carico” di 237 capi di imputazione e circa 1.400 cessioni contestate, 17 imputati: sedici nigeriani e un italiano, di cui sei compaiono anche nel processo sulla mafia nigeriana, alcuni attualmente in carcere e altri liberi. Per i quali ieri il pm ha però voluto invocare «condanne miti», per dare attuazione anche alla «funzione rieducativa della pena: sono tutte persone molto giovani, e mi piacerebbe che l’apprezzabile intervento del Comune di Ferrara, che a seguito delle operazioni antispaccio ha riqualificato l’area, non resti solo un dato statico, ma una prospettiva futura, anche rivolta agli odierni imputati».

E se la mole di reati contestati e di elementi di prova raccolti (con video, 36 utenze e 90mila conversazioni intercettate, 21 acquisti simulati da agenti sotto copertura, 42 arresti differiti, pedinamenti e appostamenti) rende solido l’impianto accusatorio, proprio per questo, ha aggiunto il pm bacchettando le difese «sono sbigottito di trovarmi a dibattimento, quando in presenza di 237 capi di imputazione la scelta da fare era quella dell’abbreviato».

Le richieste

Il Testo Unico sugli stupefacenti prevede condanne da un minimo di 6 a un massimo di 20 anni; la pubblica accusa ha però assunto come metro il comma 5, sulla lieve entità, considerando i reati contestati come singoli episodi: dunque 1 anno di pena base per il reato più grave e due mesi in più per ogni altro reato commesso in continuazione. A eccezione dell’unico imputato italiano, «un cinquantenne con bassa scolarizzazione e in stato di disagio sociale», per il quale sono state riconosciute anche le attenuanti generiche.

Le richieste oscillano dunque da un minimo di un anno e due mesi a un massimo di 7 anni e un mese, così definite: per Lucky Ebosele 3 anni e 8 mesi e 1.260 euro di multa; per Glory Egbogun, detto Omomo, un anno e 6 mesi e 1.130 euro di multa; per Stanley Ezehi un anno e due mesi e 1.110 euro di multa; per Joel Igene, pusher di medio livello, 2 anni e 8 mesi e 1.200 euro di multa; per Irabor Egbinosa, detto Ebo, già conosciuto per l’agguato di via Morata, un anno e 8 mesi e 1.140 euro di multa; per Jacob Jude 6 anni e 6 mesi e 1.430 euro di multa; per Junior Musa 2 anni e 8 mesi e 1.200 euro di multa; per Lucky Ohanon un anno e 4 mesi e 1.120 euro di multa; per Success Okoje un anno e 2 mesi e 1.100 euro di multa; per Prince Onolunsen (già autore dell’agguato di via Modena insieme a Felix Tuesday) un anno e 2 mesi e 1.110 euro di multa; per Felix Tuesday un anno e 8 mesi e 1.140 euro di multa; per John Sunday 5 anni e 10 mesi e 1.390 euro di multa; per Lucky Uwadia 4 anni e 8 mesi e 1.320 euro di multa; per John Echenede (il capo di Pontelagoscuro, che smerciava cocaina dalla casa che aveva preso in affitto dall’ex consigliere comunale Francesco Rendine) 7 anni e un mese e 1.540 euro di multa; per Gianpaolo Caforio un anno e 8 mesi e 1.140 euro di multa, per Emmanuel Moziz un anno e 2 mesi e 1.110 euro di multa e per Paul Mercy un anno e 10 mesi e 1.150 euro di multa.

La prossima udienza, parola alle difese.

Alessandra Mura

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