ferrara
cronaca

Ferrara, il medico alla farmacista: «Ci avete lasciati soli. Anche voi fate qualcosa»

Gli accordi per i falsi vaccini: le indagini partono da queste parole, lo sfogo della Gennari. E l’altra arrestata risponde ai dubbiosi: «Si può, se mi mettono in galera portate le arance» 


15 marzo 2022 Daniele Predieri


FERRARA. C’era una sorta d’accordo, tra medici e farmacisti, quelli coinvolti in questo scandalo senza fine dei finti vaccini e dei falsi green pass. O almeno questo andrà verificato, per fatti di appena una decina di giorni fa (1 marzo) quando Marcella Gennari parlando con la farmacista M. C. G. (nome coperto, non indagata, lo sarà presto) lamenta: «Ci avete lasciati sole a me e l’altro medico (la Compagno, ndr) ». E aggiunge che è giunto il momento che «anche i farmacisti devono fare qualcosa». Lei la farmacista, piccata risponde di aver già fatto “queste cose” (falsi tamponi e altro) : «mi suda ancora la schiena, perché ho fatto dei. ..” e gli inquirenti interpretano come certificati per tamponi positivi falsi.

È l’altro trucco inventato dalla “fabbrica No vax” cittadina di falsi per aggirare le limitazioni del green pass, raggirare (in senso di truffare) lo Stato e l’Asl e soprattutto mettere a rischio la salute pubblica della città. Visto che ormai parliamo di migliaia di persone su cui le indagini si concentreranno a breve. E ieri mattina, dopo gli arresti di sabato, ecco i primi atti fissati: l’interrogatorio di garanzia per Marcella Gennari e della figlia-assistente, Francesca Ferretti e l’altra dottoressa Chiara Compagno, per giovedì mattina in tribunale: quando dovranno rendere conto al gip Carlo Negri dello scandalo che sta correndo sulla bocca di tutti in città. E ancora ieri, altro atto con la nomina di un perito tecnico per estrarre la copia forense di computer, cellulari, e dispositivi in uso alle tre arrestate e anche alla farmacista, perquisita anche casa sua, da quanto si appende. Gli inquirenti vogliono capire se dietro quell’accordo di cui parlano la Gennari e la farmacista ci sia una rete No vax, nel Ferrarese, o una regia anche fuori provincia ad indicare come riferenti le due dottoresse e la farmacista, dipendente della farmacia Fides, del tutto estranea a questi rapporti tra medici e farmacista. E non è la sola: anche il titolare di un’altra farmacia cittadina, quella a San Giorgio, è coinvolta in primo piano e viene chiamata in causa dalla stessa dottoressa Compagno: «Esatto» risponde lei ad un paziente che le chiede “se ci sono altri modi per..un farmacia una cosa del genere? ”.

«Esatto – risponde lei – potrei anche metterla dentro, farla risultare positiva al Covid», e la farmacia è quella di San Giorgio, dice lei. La Compagno si dimostra, in questo e altri casi, l’ideatrice di un sistema, un modo di operare che attirava pazienti da tutto il Ferrarese, altre provincie e anche fuori regione. A due persone, di Ostellato, non suoi pazienti, dice, tronfia, sapendo di non poterlo fare: «Chi se ne frega, il vaccino ve lo faccio io lo stesso». Titubanti gli altri chiedono “ma allora si può fare? ”. E lei sempre più sprezzante: «L’ho fatto per altri, se mi mettono in galera mi porterete le arance». Ironizzava e dunque non è certo elegante infierire oggi su quanto detto, visto che la Compagno il carcere l’ha rischiato davvero: ora è solo ai domiciliari, ma dovrà, senza scherzare, dare spiegazioni al giudice. Il resto lo faranno gli inquirenti, procura – pm Alberto Savino – e Guardia di finanza – coordinati dal colonnello Michele Sciarretta – che dovranno passare al setaccio, nei prossimi mesi, la posizione delle persone scoperte e che verranno indagate (157 con green pass falso e 42 che l’hanno comprato) e di migliaia di vaccinati delle dottoresse e dei tamponati in farmacia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.