ferrara
cronaca

Comacchio, Fratelli d’Italia attacca ancora: «Sindaco e vice inadeguati»

Il coordinatore Malaguti critico sul passaggio di consiglieri alla lista civica 2Q20. «Non si vuole il bene del territorio, spaccando il centrodestra quando è più forte» 


16 marzo 2022 Katia Romagnoli


COMACCHIO. Al via il toto-assessori, dopo la burrascosa seduta consiliare di lunedì, che ha sancito il passaggio all’opposizione di Bruno Calderoni, capogruppo di Fratelli d’Italia. I nomi in lizza per subentrare allo sfiduciato assessore Luca Bergonzi e alla collega dimissionaria Tiziana Gelli, entrambi esponenti di FdI, restano quelli di Sandro Beltrami (Lega) e Silvia Arveda (Forza Italia), già trapelati nei giorni scorsi. La staffetta mancata tra Bergonzi e Calderoni, secondo quest’ultimo, è dipesa «dalla mia scarsa diplomazia o perché non ero simpatico o perché semplicemente ero un consigliere di Fratelli d’Italia. Durante la seduta hanno detto che Bergonzi era sempre assente in giunta – aggiunge Calderoni -, ma è mancato una volta sola, per motivi di famiglia. Semmai dicano che le giunte sono state rinviate più volte per assenza congiunta di sindaco e vicesindaco».

Da Roma anche il senatore Alberto Balboni interviene per mettere i puntini sulle “i”: «Bergonzi aveva dato la sua disponibilità a uscire dalla giunta per puro senso di responsabilità, pur avendo nulla da rimproverarsi, a condizione che al suo posto andasse un altro esponente di Fratelli d’Italia. A favore del nostro capogruppo Calderoni è intervenuto anche il coordinatore provinciale della Lega – prosegue Balboni – e persino quello regionale, ma alla fine il veto dell’onorevole Tomasi ha bloccato tutto. Questo dimostra che il problema non era Bergonzi, bensì Fratelli d’Italia».

Rispetto al presunto mancato confronto con i consiglieri da parte dell’ex assessore FdI, Balboni specifica «che si è sempre prodigato per risolvere i problemi che tanti gli sottoponevano, consiglieri e non».

Anche il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Mauro Malaguti, è tranciante, parlando di mancanza di rispetto nei confronti dell’elettorato di centrodestra per il probabile passaggio dei consiglieri della Lega alla lista civica del sindaco: «A vincere le elezioni sono stati i voti espressi sui simboli di partito, quindi si verificherebbe che una lista civica come la 2Q20 che ha preso solo l’8,31% con un “colpo di mano” passerebbe al governo della città espropriando i partiti dei loro voti – spiega Malaguti –. Poi, per la totale rinuncia a ogni prospettiva politica favorevole all’amministrazione della cittadina lagunare. Se, infatti, come dicono i sondaggi, alle elezioni politiche del prossimo anno vincerà il centrodestra, Comacchio poteva trovarsi con una giunta dello stesso colore politico di chi governa l’Italia, condizione ideale per creare sinergie anche nell’accesso a fondi ministeriali per la realizzazione di programmi e progetti a beneficio del territorio. E proprio quando si aveva a Roma anche un parlamentare comacchiese coma Maura Tomasi, tali prospettive saranno destinate evidentemente a infrangersi con una civica totalmente priva del supporto dei partiti tradizionali. Personalmente, mi devo chiedere se questi ragionamenti il sindaco Negri e la “vice-capo” Tomasi non riescano o non vogliano farli. In ambo i casi, comunque, appare sempre più manifesta la loro inadeguatezza al ruolo che ricoprono».

Sulla volontà di respingere le dimissioni di Gelli, asserita dal sindaco in consiglio comunale, il senatore Balboni ritiene l’affermazione «una sceneggiata patetica, nello stesso momento in cui già si faceva il nome dei sostituti...».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.