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Taglio delle filiali nel Ferrarese, i sindaci protestano: «Bper penalizza i territori, ci ripensi»

Unità d’intenti tra Provincia e tutti i Comuni: un danno per anziani e deboli, è mancato il coinvolgimento delle istituzioni


16 marzo 2022 Stefano Ciervo


FERRARA. Non si è fatta attendere la reazione delle istituzioni all’annuncio del taglio di altre 7 filiali Bper, che di fatto toglierà da maggio il servizio bancario alle comunità di Pontelagoscuro e San Martino nel comune capoluogo (assieme a Corso Martiri e via Modena), e di Voghiera, San Giuseppe di Comacchio e Ostellato in provincia. Rispondendo alle sollecitazioni dei sindacati bancari, molto critici sul provvedimento, con una unità d’intenti più unica che rara, il presidente della Provincia, Michele Gianni Padovani, e tutti i sindaci del territorio hanno firmato un appello a Bper affinché riveda le sue determinazioni.

IL DOCUMENTO

«È netta la contrarietà per iniziative unilaterali che porteranno al taglio dei servizi, che graverà soprattutto sull’utenza fragile, mettendo a rischio i posti di lavoro e penalizzando professionalità. Queste scelte peseranno su un bacino di circa 30mila persone, influenzando negativamente l’accesso ai servizi e la possibilità della loro fruizione. Per queste ragioni, come presidente della Provincia, sindaco del Comune capoluogo, unitamente a tutti i sindaci della provincia - è il testo del documento reso pubblico ieri - esprimiamo la nostra ferma opposizione alle decisioni autonomamente assunte da Bper banca, che intende procedere a una ulteriore riduzione di sette sportelli dopo che dal 2017 – data di acquisizione della ex Carife – ha sostanzialmente dimezzato la sua presenza territoriale». Una banca che chiude crea un vuoto di servizi, soprattutto nelle aree più isolate, sottolineano i rappresentanti delle istituzioni, «e questo grava, innanzitutto, su chi ha difficoltà di spostamento, anziani in primis».

Ma viene considerato anche «inaccettabile» la modalità scelta dalla banca che ha inglobato Carife, «senza alcun coinvolgimento territoriale, senza interpellare le istituzioni, senza alcuna apparente motivazione visto che le filiali sono, come sottolineano i sindacati, quasi tutte in bonis e certamente rappresentano presidi in bacini storici». Uno schiaffo alle istituzioni, insomma.

La conclusione di Provincia e Comuni è netta: «Ci aspettiamo un ripensamento da parte dell’azienda e scelte diverse, che tengano conto delle esigenze dei territori e che siano rispettose del lavoro e dei servizi. Mentre la Regione e i territori procedono nella direzione del Patto per il lavoro e per il clima, le scelte di Bper sembrano procedere in direzione opposta. Una banca territoriale, con un proprio bilancio sociale e di sostenibilità, dovrebbe partire dall’ascolto delle esigenze dei cittadini, evitando scelte che penalizzino chi il territorio lo vive quotidianamente». Si sottolinea infine che nei quattro anni che hanno fatto seguito all’acquisizione di Carife le filiali sono passate da 55 a 28.

LA POLEMICA

Nicola Minarelli, segretario Pd, si è allineato ai sindaci, «bisogna fare tutti gli sforzi per far convergere su questa posizione i rappresentanti degli imprenditori riuniti nel Patto per il lavoro». C’è poi la polemica di Azione civica nei confronti del sindaco Alan Fabbri, che non ha «mai risposto» alla richiesta di azioni su Bper dopo la chiusura a ottobre 2020 delle filiali di Gaibanella e Quartesana: «Non basta promuovere il commercio con contributi del bilancio comunale se non si difendono anche i servizi bancari».

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