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Argenta, addio alla professoressa che praticava l’integrazione

In Trentino si è spenta Maria Letizia Mistroni, per complicanze dopo un intervento. «Per 35 anni, nel capoluogo e nelle frazioni, dalla parte di chi aveva più bisogno»


17 marzo 2022 Sergio Armanino




ARGENTA. Ormai è trascorso oltre un decennio da quand’era andata in pensione e si era trasferita lontano, eppure ad Argenta la ricordano in tanti e la notizia della sua prematura morte è stata accolta con sgomento. Aveva 74 anni Maria Letizia Mistroni, la professoressa di educazione tecnica, per chiarire il suo ruolo istituzionale, sebbene poi per gli studenti delle scuole medie inferiori di tutto l’Argentano, ma in particolare del capoluogo, sia stata molto di più.

L’insegnante in pensione si è spenta l’altro giorno all’ospedale Santa Chiara di Trento, dov’era ricoverata nel reparto di rianimazione. A dare notizia della sua dipartita è stata la figlia Stefania, che, fra un sorriso e un momento di commozione, ci racconta la parabola della mamma, cui era legata a doppio filo.

«In realtà non era argentana, ma ferrarese, però ha insegnato tanti ad Argenta: ha iniziato a Filo, poi Bando, anche Codifiume e quindi 30 anni ad Argenta. Era insegnante di educazione tecnica, ma era anche diventata sostituta della direttrice didattica, sempre alle medie inferiori. Insomma, ha lavorato per 35-36 anni e tutti nell’Argentano, andando in pensione a 62 anni. Saranno dieci che abbiamo lasciato Ferrara».

LA SOFFERENZA

Dalla nebbiosa pianura estense alle vette che si stagliano nel cielo terso del Trentino: «Siamo sempre venute qua in vacanza - spiega ancora Stefania - e così, quando mamma è andata in pensione, ho lasciato il lavoro di educatrice per una cooperativa e ci siamo trasferite. Abbiamo sempre vissuto a Ferrara, ma io ero una guida turistica ad Argenta, Campotto e Mesola, mamma insegnava ad Argenta e così il nostro centro d’attività era là. Ora, invece, ho aperto un negozio qui e mamma mi aveva seguita».

Il magone le strozza le parole in gola, quando le chiediamo un ricordo personale: «Mamma era una persona solare, ad Argenta è stata una di quelle che ha portato avanti il progetto per il teatro ragazzi, i corsi di fotografia, gli spettacoli con tutte le descrizioni delle opere... ballavano, cantavano. Io lo vedevo da esterna, ogni tanto aiutavo a fare qualche scenografia. È stata uno dei cardini nel fare un certo modo di scuola, con attenzione all’integrazione degli stranieri, di chi aveva bisogno di una mano in più...».

Orgoglio e commozione, che si spengono nella tristezza delle ultime vicende sanitarie: «Il suo è stato un calvario finito in tragedia: mamma doveva essere operata al cuore, ma ha preso il Covid e, per quanto asintomatica, ha dovuto rinviare, passando da un reparto all’altro. Alla fine l’intervento l’ha fatto ed è pure andato bene, ma un’infezione fulminante se l’è portata via. I funerali? No, nessuna cerimonia, ma una cosa intima: sarà cremata e poi mi porto l’urna a casa mia».

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