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Gli utenti segnalarono il medico dei falsi vaccini ma l’Ordine di Ferrara archiviò il caso

L’organo disciplinare fu chiamato a decidere sulla condotta di Chiara Compagno. Nel mirino degli assistiti alcune affermazioni della professionista ritenute insolite 


09 giugno 2022 Gi.Ca.


FERRARA. L’Asl ha sospeso le convenzioni sottoscritte con Chiara Compagno e Marcella Gennari, le due dottoresse agli arresti domiciliari (assieme alla figlia ed assistente della Gennari, Francesca Ferretti) per aver falsificato le vaccinazioni e le certificazioni vaccinali degli assistiti. La misura a carico dei due medici di famiglia, scrive l’azienda sanitaria, «ha decorrenza dalla data di notifica alle interessate del provvedimento di custodia cautelare e sino al perdurare dello stesso».

L’Asl ha bloccato la loro attività disponendo anche «la temporanea sospensione degli emolumenti mensili con conseguente provvisoria chiusura della posizione giuridica attinente al rapporto convenzionale». L’atto espelle temporaneamente, quindi, le due professioniste dall’elenco dei medici di base attivi in provincia (per questo motivo è stato chiesto agli utenti di rivolgersi ad altri colleghi), almeno fino a quando non cambierà il quadro giudiziario a loro carico, a partire dalla condizione di detenzione. L’intervento dell’azienda territoriale è prescritto dal testo dell’Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di famiglia e dispone la sospensione dall’incarico professionale «in caso di emissione di provvedimenti restrittivi da parte dell’autorità giudiziaria, come gli arresti domiciliari, la custodia cautelare in carcere o luogo di cura e il divieto di dimora» nel territorio entro cui si esercita l’attività del medico o comunque nel territorio di competenza dell’Asl. Può quindi essere confermato anche se il destinatario del provvedimento non è detenuto ma è comunque sottoposto ad altre misure cautelari.

Il no dell’Ordine

L’inchiesta penale sulle due professioniste no vax sta quindi producendo effetti anche al di fuori dell’ambito strettamente giudiziario.

Per rimanere in quello sanitario-professionale è sufficiente ricordare che sulla condotta dei due camici bianchi sarà certamente chiamato ad esprimersi anche l’Ordine dei medici. Il quale recentemente ha fatto già sentire la propria voce con parole piuttosto dure nei confronti delle due professioniste. Sull’atteggiamento professionale di uno dei due medici l’Ordine si era già espresso qualche mese fa. In risposta a segnalazioni preoccupate trasmesse da cittadini l’organo interno a cui è attribuita la competenza in materia disciplinare, la Commissione Albo medici, aveva infatti scagionato la dottoressa Compagno, archiviando la pratica. Le segnalazioni, secondo quanto appreso dalla “Nuova”, riguardavano affermazioni ritenute decisamente “insolite” o sorprendenti, in particolare se provenienti da un medico, notate da assistiti o da altre persone che poi hanno deciso di informare l’organo disciplinare. L’insistenza sull’inefficacia dei vaccini, i toni allarmati sui loro effetti nocivi, alcune credenze infondate o “bufale” che negli ultimi tempi hanno trovato grande ascolto nella strampalata galassia no vax: uno strano campionario di nozioni e convinzioni che qualche assistito ha ritenuto non fosse proprio “rassicurante” se comunicato da un medico. Ma la commissione, espletata l’istruttoria, aveva ritenuto serio, etico e professionale il comportamento della dottoressa, oggetto di «polemiche inutili» e «non supportate da dati di fatto».

Pochi mesi dopo è partita, sempre da segnalazioni, l’indagine della Guardia di Finanza con un esito ben diverso.

Gi.Ca.

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