Sfruttamento prostituzione, sequestrati tre centri massaggi, 7 denunce
L'indagine della Squadra mobile ha fatto emergere un giro di sesso a pagamento. L'attività veniva occultata mascherando i locali da centri benessere
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FERRARA. Questa mattina (18 marzo) gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Ferrara hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ferrara su richiesta della locale procura della Repubblica nei confronti di tre immobili nei cui locali, all’apparenza utilizzati per massaggi estetici, veniva invece esercitata l’attività di prostituzione. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla procura, sono state svolte "con metodi investigativi tradizionali - spiega la questura - con servizi di appostamento e acquisizione di testimonianze da parte soprattutto dei clienti che confermavano la vera natura dell’attività esercitata".
All’interno dei locali, gestiti da cittadini cinesi, infatti, venivano effettuate prestazioni a carattere sessuale da parte delle lavoranti, sempre di nazionalità cinese, d’accordo con i titolari dell’attività. Per tali motivi il pm ha contestato a sette cittadini cinesi la violazione dell’articolo 3 della legge nr. 75 del 1958 ipotizzando la condotta di sfruttamento e/o favoreggiamento della prostituzione.
Gli indizi raccolti durante la fase investigativa, tramite le dichiarazioni dei clienti e osservazione diretta degli investigatori della polizia di Stato, ha convinto gli ispettori di trovarsi di fronte ad un attività di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione altrui in cui il gestore dei centri massaggi, "in maniera consapevole, ha favorito l’incontro tra le ragazze assunte come “massaggiatrici” e i clienti dell’esercizio commerciale, sollecitando (o quantomeno acconsentendo a) rapporti sessuali mercenari e ricevendo il pagamento di una somma di denaro, a volte direttamente dal cliente, altre volte dalla ragazza a cui poi riversare il compenso pattuito".
Al termine delle indagini, il gip del Tribunale di Ferrara, ritenendo sufficienti gli elementi raccolti, ha emesso il Decreto di sequestro preventivo eseguito oggi, "per evitare che la libera disponibilità dei beni immobili possa protrarre o aggravare le conseguenze del reato".
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