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L'EMERGENZA

Non piove da mesi, il Po sotto di 6 metri. Le colture hanno sete, nel Ferrarese è allarme siccità

Gian Pietro Zerbini
Non piove da mesi, il Po sotto di 6 metri. Le colture hanno sete, nel Ferrarese è allarme siccità

Richieste di irrigazione a marzo nel Ferrarese per 3.500 ettari, gli sforzi del Consorzio di Bonifica per garantire l’acqua

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FERRARA. La portata delle problematiche legate alla siccità, che sta colpendo in maniera devastante questo inizio di campagna agricola, si può riassumere in alcuni dati emblematici.

POCHE PIOGGE

Le ultime piogge significative cadute nel Ferrarese, ovvero con precipitazioni superiori ai 10 millimetri, risalgono addirittura al 6 gennaio. Dall’Epifania ad oggi sono trascorsi 74 giorni, un periodo di siccità così lungo che è destinato tra l’altro ad allungarsi nel tempo visto che le previsioni a lungo termine, da prendere quindi con le pinze, prevedono timide precipitazioni solo a fine mese. La media delle piogge attese solitamente nel trimestre composto da gennaio, febbraio e marzo sono pari a 133 millimetri. Da inizio anno ad oggi siamo a 36 millimetri medi. La terra ha sete

IL PO IN SECCA

Il fiume Po a Pontelagoscuro è a livelli idrometrici mai verificatisi in questo periodo. La quota attuale è -6,15 metri sotto lo 0 , di poco superiore alla minima estiva registrata nel 2021 (-6,26 metri il 9 luglio). Le derivazioni di acqua dal fiume sono comunque attive. Nell’ultimo anno la punta di massima piena del Po si è verificata l’8 ottobre con un -1,80 metri sotto lo 0 idrometrico, sempre dalla stazione di rilevamento di Pontelagoscuro.

RICHIESTA IRRIGAZIONE

Le richieste di irrigazioni nel mese di marzo, ammontano a 3.500 ettari nel Ferrarese, sono riferite anche a colture tipicamente irrigue. Nel dettaglio si parla di frutticole: 860 ettari, orticole: 780 ettari, barbabietole da seme: 550 ettari, pisello: 400 ettari, anche alla coltura del grano: 420 ettari. «La rete irrigua e promiscua - fanno sapere dal consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara - salvo i pochi impedimenti connessi a lavori di manutenzione, è stata invasata per rendere disponibile l’acqua alle aziende che ne hanno fatto richiesta».

Già negli ultimi anni la campagna irrigua era stata anticipata di 20 giorni, con inizio ora fissato il primo aprile. Ma con una situazione del genere, stanno crescendo in maniera esponenziale le richieste di irrigazione anticipata per non danneggiare i raccolti. Tra l’altro con il livello del Po così basso e i costi energetici aumentati in maniera più che doppia, le spese per prelevare l’acqua dal fiume sono considerevolmente aumentate. La siccità oltre ai danni ambientali sta creando grandi problemi economici per aziende e consorzio.

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