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cronaca

San Giovanni, dopo un anno di attese il cantiere pronto a partire

Residenti inferociti: «Trenta chilometri in più e nulla è ancora cambiato». Il presidente della provincia: «Entro la fine dell’anno dovremmo farcela»


09 giugno 2022 Katia Romagnoli


SAN GIOVANNI DI OSTELLATO. Procedure in corso per l’affidamento del maxi-progetto di ricostruzione del ponte che, a San Giovanni di Ostellato, attraversa la Strada provinciale 1. Nella sala dell’Ancescao gremita, l’altra sera, il presidente della provincia Gianni Michele Padovani, ha illustrato l’avanzamento delle procedure di gara, finalizzate all’avvio dei lavori attesi dalla popolazione da ormai un anno. «Venerdì – ha dichiarato Padovani – saranno aperte le buste e, come prevedono le norme, decorsi i 15 giorni di istruttoria, si procederà con l’aggiudicazione provvisoria e, quanto prima, con la consegna dei lavori. La durata prevista dei lavori è di sei mesi e saranno seguiti sotto la direzione dell’ingegner Strozzi. L’ufficio tecnico della provincia ha già preso contatti con il Consorzio di Bonifica, per far sì che i lavori si svolgano in piena sicurezza».

I tempi. Secondo le aspettative enunciate davanti ad una platea attenta e battagliera, entro il 31 dicembre prossimo, la Provincia di Ferrara conta di aprire alla viabilità la nuova infrastruttura. «In caso di imprevisti – ha preannunciato Padovani – saremo i primi a darvene comunicazione io e il vostro sindaco. L’unica incognita, in un periodo come questo, riguarda il reperimento dei materiali».

I residenti hanno poi incalzato Padovani ed il sindaco Elena Rossi con domande, senza risparmiare critiche e dubbi, legati ai tempi lunghi e ad eventuali inciampi di percorso. «Con l’altro ponte – ha tuonato un abitante – abbiamo assistito a 5 subentri di ditte differenti per fallimento», mente Padovani ha tenuto a precisare che «attraverso il Durc si riesce solo a dimostrare la regolarità contributiva, ma non se la ditta che si è aggiudicata l’appalto sia seria o meno. Le pubbliche amministrazioni devono muoversi all’interno del Codice degli appalti».

Il presidente della provincia, rispondendo a chi evidenziava come sul territorio siano operative realtà serie ed affidabili, ha rilevato che «non è possibile procedere con affidamenti diretti, se non per appalti di entità economica sotto soglia, ma anche in questi casi è sempre richiesta la rotazione tra le ditte». È sentore diffuso tra i residenti intervenuti che i tempi di esecuzione del nuovo ponte non vengano rispettati, con ricadute sui portafogli delle famiglie, dato che «i costi della benzina e del gasolio sono arrivati alle stelle – ha esclamato un abitante – e siamo tutti costretti a fare tragitti di 30 chilometri, quando invece ne basterebbero a malapena due».

Qualcuno ha azzardato, ingenuamente, domande sulla composizione della commissione di gara che, per legge, è tenuta alla rigorosa applicazione delle normative vigenti in materia di assegnazione degli appalti. A più riprese, per placare gli animi, il presidente della provincia Padovani è intervenuto, ribadendo che mancano pochi giorni e il 25 marzo sapremo quale è la ditta che si è aggiudicata l’appalto. Dirò all’ufficio tecnico che a San Giovanni sono molto arrabbiati e che si cerchi di accelerare i tempi tecnici, per il bene della comunità».

Uno dei temi particolarmente sentiti dai residenti che hanno partecipato all’incontro verte attorno alla sicurezza della viabilità non solo sul ponte, ma anche lungo tutto il percorso della strada provinciale 1, con particolare riferimento al tratto che attraversa il centro abitato. Padovani per la provincia e Rossi per il Comune, hanno preso appunti, riservandosi di compiere le opportune verifiche con i rispettivi uffici tecnici.



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