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Italia, è un'altra Caporetto

Italia, è un'altra Caporetto

La Macedonia nel recupero punisce gli azzurri imprecisi e inconcludenti. Dopo la Svezia nel 2017 siamo di nuovo fuori dai mondiali: una disfatta

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PALERMO. Abbiamo fallito. Clamorosamente. Dovevamo scacciare gli incubi. Dovevamo cancellare i fantasmi di quel maledetto 13 novembre 2017, l’autunno milanese della disfatta. Quella era l’Italia di Ventura, San Siro diventò il teatro di una sconfitta sportiva epocale, la Svezia l’emblema della nostra Caporetto calcistica: era dal ’58 che non accadeva, che non andavamo ai mondiali. La maledizione continua. Stavolta è bastata una modesta Macedonia del Nord per farci precipitare di nuovo nel baratro del disastro sportivo. E’ bastato un destro velenoso di Aleksandar Trajkovski, 29enne che ha giocato anche nel Palermo e ora milita in Arabia, dove tornerà con la sua nazionale. Andiamo a casa. Anzi, non partiamo neppure. Abbiamo cancellato in 90 minuti quanto di straordinario fatto appena due anni fa. Qualcosa di inimmaginabile,
Ieri al Barbera c’erano tre giocatori titolari in campo reduci da quella giornata nerissima: Jorginho, Florenzi e Immobile. Tre protagonisti, poi, del riscatto europeo e del Risorgimento Azzurro condotto dal Mancio. Quelli stessi azzurri (e chi l’avrebbe mai detto dopo l’estate di Wembley) chiamati a giocarsi il primo spareggio da dentro o fuori per il Qatar. E per di più, contro un avversario abbordabile. Mancini recupera capitan Chiellini ma alla fine sceglie il romanista Mancini a far coppia con Bastoni al centro della difesa (probabilmente per preservarlo in vista di martedì prossimo). A destra c’è Florenzi, a sinistra Emerson. Centrocampo a tre con le chiavi della regia al binomio Jorginho-Verratti, Barella libero di fare l’incursore tra gli spazi (pochi) lasciati dai macedoni. Al centro dell’attacco Ciro Immobile, per l’occasione capitano azzurro. Insigne parte da sinistra nella posizione che spesso ricopre anche nel Napoli di Spalletti. A destra si gioca la carta Berardi, in ottima condizione e tra i top in campionato. Gli applausi del caloroso pubblico del Barbera cancellano i pochi fischi all’indirizzo della Macedonia del Nord.
La partenza degli azzurri è incoraggiante, gli avversari dietro mostrano alcuni evidenti limiti. Ma a parte una conclusione al 3’ di Emerson, di molto al lato ed un tito di controbalzo al 5’ di Berardi ribattuto dalla difesa macedone, il predominio azzurro non si concretizza. Al 21’ azione insistita di Berardi (tra i più intraprendenti), che non riesce a liberare il sinistro. Poi corner di Insigne e pallone che balla nell'area piccola davanti a Dimitrievski senza che nessuno degli attaccanti azzurri possa inserirsi o chiudere a rete. Alla mezzora la prima vera occasione per l’Italia: pasticcio di Dimitrievski che consegna la palla a Berardi lasciando la porta sguarnita. Ma anche l'attaccante del Sassuolo sbaglia clamorosamente, consegnando di sinistro il pallone al portiere, che recupera in tuffo.
Al 38’ mischia nell'area macedone, Ciro calcia ma il pallone è deviato in angolo. Gli azzurri chiedono il rigore, ma non viene concesso nemmeno dopo il check Var. Sul capovolgimento di fronte fondamentale recupero di Florenzi, che ferma Trajkovski lanciato a rete dopo un errore di Mancini. Si va al riposo sullo 0-0. Nella ripresa Mancini non cambia. Al 54’ bello spunto di Berarsi ma Dimitrievski è attento e para in due tempi. E’ ancora l’attaccante del Sassuolo, un minuto dopo, a rendersi pericoloso con una grande conclusione che rasenta il palo. Passano i minuti è aumenta il nervosismo. a Macedonia acquista fiducia, Milevskì dà ossigeno al suo centrocampo. E finalmente anche Mancini si decide a cambiare: esce uno spento Insigne, dentro Raspadori. Poi vanno sotto la doccia un deludente Barella ed un inconcludente Immobile per far spazio a Tonali e Pellegrini, con Raspadori che fa il finto nove. Dentro anche Joao Pedro e Chiellini, ma sembra una mossa della disperazione per evitare l’overtime. E invece, mentre ti rassegni ai supplementari, ecco quello che non ti aspetti: Trajkovski fa il bello e cattivo tempo poi spara un missile rasoterra che Donnarumma vede tardi. Inutile l’allungo. La Macedonia va in Qatar. Noi il mondiale lo guarderemo in tv.

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