Un altro medico no vax «Dava falsi Green Pass in cambio di 300 euro»
Arrestato Michele Mario Perini, filmata l’attività illegale L’uomo, ferrarese, aveva due ambulatori a Verona
Spunta un medico ferrarese nell’inchiesta veronese sui falsi Green Pass a pagamento: si tratta di Michele Mario Perini, classe ’65, ferrarese di nascita ma residente a Verona. È stato arrestato dai carabinieri del Nas nell’ambito di un’operazione che ha portato in carcere altre cinque persone con accuse simili a quelle ipotizzate dall’inchiesta ferrarese a carico di due medici di base e dell’assistente e figlia di una delle due professioniste finite ai domiciliari.
La procura scaligera ha svelato il giro illegale abbinato a pagamenti in denaro. Perini esercitava in due studi medici, a Borgo Venezia e a Porto San Pancrazio, due quartieri del capoluogo veneto. Tra i suoi clienti c’erano anche medici, infermieri, militari e insegnanti, categorie per cui lo Stato ha imposto l’obbligo vaccinale che per i sanitari, in particolare, è destinato a restare fino a fine 2022. Secondo la procura Perini aveva anche un complice, un cittadino marocchino di 54 anni, Mohamed Ramzi.
Diversi i capi d’accusa che gli vengono contestati, tra cui falso, corruzione e truffa ai danni dello Stato per aver percepito 5 mila euro dal servizio sanitario come corrispettivo per le dosi di vaccino mai somministrate (al medico viene corrisposta una quota per ogni iniezione) e peculato, per essersi appropriato delle dosi da iniettare ai pazienti. Il professionista era facilmente contattabile: il numero di telefono era pubblicato su internet, bastava prendere l’appuntamento e poi accordarsi per il rilascio del falso certificato verde. La prestazione aveva un costo: per gli appartenenti ad alcune categorie la tariffa era di 300 euro (l’attività illegale è stata filmata), sembra invece che altri gruppi professionali come i militari fossero esentati. I soldi, secondo gli elementi raccolti dalla procura, gli venivano consegnati dal complice, Ramzi. Tra i sei arrestati figura anche un ex brigatista e pluriomicida, Severino Turrini, coinvolto fra l’altro nel 2010 in un traffico internazionale di stupefacenti. L’inchiesta ha allargato il campo oltre il recinto delle responsabilità di chi attestava le false certificazioni: devono rispondere di falso, infatti, anche 277 pazienti. Alcuni, carabinieri, sono stati denunciati per truffa ai danni dello Stato (con il Green Pass hanno potuto continuare a lavorare e a ricevere lo stipendio). Assieme ai tre indagati già citati, altri tre dovranno difendersi dall’accusa di falso.
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