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Ferrara. Quattro anni per restaurare il Castello estense. Il piano di interventi dal 2023 al 2026

Il cantiere per la ristrutturazione del monumento partirà solo il prossimo anno, il cronoprogramma dei lavori


30 marzo 2022 Gian Pietro Zerbini


FERRARA.Il cantiere per il restauro del Castello Estense partirà nel 2023. I tempi di sono dilatati e con la presentazione a breve del progetto esecutivo è certo, visti i tempi tecnici, che per quest’anno le gru e le impalcature non dovrebbero interessare il più prestigioso monumento della città. E quindi, covid permettendo, non ci saranno a Capodanno problemi logistici per la realizzazione dello spettacolo pirotecnico.

Il piano dei lavori durerà quattro anni, in pratica occorrerà un anno per ogni lato del Castello e si presume che il tutto si concluderà a fine 2026.

Nei giorni scorsi c’è stato anche un accordo tra la Provincia (proprietaria dell’immobile) e il Comune (che gestisce il percorso museale) per un ulteriore investimento sugli impianti di conservazione delle opere d’arte. Oltre al restauro del Castello è prevista la rimodulazione del secondo piano, con spazi che verranno poi dati in concessione alla Pinacoteca nazionale. In pratica verranno smantellati quasi tutti gli uffici per riallestire gli spazi con sale più ampie e capiente. A tutto vantaggio di una maggiore fruibilità per i visitatori.

Ecco comunque il piano lavori programmati presenti nel progetto di recupero del Castello.

Il lato ovest (2023)

Si inizia il prossimo anno dal lato Ovest, rimarrà sostanzialmente come adesso con solo gli uffici ristretti di rappresentanza della presidenza della Provincia, ovviamente saranno interessati nei lavori di ristrutturazione.

Il lato sud (2024)

I grigi uffici, che si trovano attualmente posizionati nel lato Sud del Castello, lasceranno campo libero all’allestimento in quel settore di due grandi sale, seguendo le volte originali. Superficie quindi più adatte e conformi ad ospitare opere d’arte e mostre per quella che diventerà la succursale della Pinacoteca nazionale. Gli uffici della Provincia verranno trasferiti in maniera organica all’ex Cotti, quell’edificio di Corso Isonzo 105 che da tanti anni ospita assessorati e servizi dell’amministrazione provinciale.

IL Lato est (2025)

La rivoluzione del secondo piano del Castello comporterà anche ad un intervento della sala del consiglio provinciale, da pochi anni ristrutturata, e siamo nel lato Est. Questo non solo per rafforzarla dal punto di vista dell’antisismica e della copertura del solaio ma anche per permettere al visitatore di ammirare al meglio una porzione più vasta dei resti del giardino pensile del tardo quattrocento di Eleonora d’Aragona. Sarà anche ristrutturata la sala della Torre del Leoni, per dare continuità al percorso espositivo.

Il Lato Nord (2026)

Anche qui proseguirà lo smantellamento degli uffici dell’amministrazione provinciale ma gli spazi che verranno recuperati saranno sviluppati per la didattica e per invitare scolaresche alla visione dell’arte.

Le scale

Scale e ascensori verranno perfezionati nel nuovo progetto i collegamento tra il primo e il secondo piano con un nuovo ascensore e il miglioramento delle tre scale d’accesso.

L’investimento

Il piano complessivo, vede un intervento di 16 milioni di euro: 7 derivati da un contributo della regione per l’antisismica, 7 milioni anche dal Ministero per la riqualificazione del Castello e 2 milioni per restaurare gli affreschi e gli stucchi rovinati dalle scosse di terremoto del 2012, nell’operazione “via i cerotti”.

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