E' tornata la pioggia con allerta idrogeologico, ma il Ferrarese resta il più "secco"
Finora si sono accumulati una ventina di millimetri in pianura. E uno studio delle Bonifiche avverte: in provincia meno pioggia che in Africa e in Calabria
FERRARA. Da ieri notte, 30 marzo, è ricominciato a piovere anche sulla pianura ferrarese, dopo quasi cento giorni. Le precipitazioni sono state forti solo a tratti e non ci sono state finora richieste di intervento per i Vigili del fuoco, con medie di 20-30 millimetri: la fascia rivierasca del Po e, in generale, gran parte del Ferrarese sono comunque le aree dove è piovuto di meno in regione. Le previsioni Arpae danno anche per domani e sabato la persisenza di nuvolosità e piogge intermittenti. La Protezione civile mantiene fino alla mezzotte l'allerta giallo idrogeologico per la parte sud-orientale della regione, con particolare attenzione ai fiumi in discesa dall'Appennino Bolognese e Romagnolo.
Quello attuale resta uno degli inverni meno piovosi della storia recente, con -155 millimetri sulla media delle precipitazioni cumulate a livello di territorio regionale, che vale un -33%. Peggio sono andati solo gli inverni del 2012, del 2002 e nel biennio 1989-90.
Il trend del Ferrarese è tra i più preoccupanti d'Italia, segnala uno studio dell'Anbi. I 18 millimetri di pioggia caduti da gennaio sono 4 in meno di quanto registrato dall'oasi africana di Merzouga e il 16 mesi, dall'1 gennaio 2021, si sono registrati solo 437,5 millimetri di pioggia: a Crotone nello stesso periodo ne sono caduti 1.285, ad Agrigento 761,6 in appena sei mesi.
In ogni caso il Consorzio di Bonifica Pianura Ferrarese ha confermato per domani l'avvio della stagione irrugua, peraltro anticipata a marzo con 8.400 ettari serviti (+50% sull'anno scorso). Preoccupano i depositi d'acqua del sottosuolo utilizzati per le colture: le falde acquifere vanno da -150 a -200% rispetto alla media storica.
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