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cronaca

Il ponte Fossa dei Masi è stato riaperto, la gioia dei pendolari

Diciotto metri chiusi da luglio scorso che hanno bloccato la strada provinciale. Il sindaco: «Ce l’abbiamo fatta». Padovani (Provincia): «Sospiro di sollievo»


09 giugno 2022 Annarita Bova


MASI TORELLO. Il ponte Fossa dei Masi ha riaperto ieri alle 12. Diciotto metri di strada sbarrata che hanno creato disagi a residenti e pendolari, costretti a percorrere decine di chilometri in più causa lavori. «Ce l’abbiamo fatta - ha detto il sindaco Riccardo Bizzarri rivolto ad alcuni cittadini -, per fortuna è finita. È stata dura, una sorta di Odissea per mille questioni e problemi che oggi ci lasciamo alle spalle».

Il ponte si trova sulla strada provinciale 1, non solo una delle più trafficate ma anche “valvola di sfogo” della Superstrada Ferrara-mare e che oggi trova ancora uno stop all’altezza di San Giovanni di Ostellato, sempre per “colpa” di un altro ponte. «Ne verremo a capo anche con quello - assicura il presidente della Provincia Gianni Michele Padovani -, intanto qui abbiamo già messo le basi per un percorso ciclabile che vedrà il suo sviluppo dei prossimi anni». Sui ritardi, i problemi, i mille intoppi ieri tutti hanno glissato, tirando un sospiro di sollievo quando anche le barriere di plastica sono state rimosse e la strada aperta.


Il primo ad arrivare, alle 11.50, un corriere: «Non sapete che gioia è per me passare finalmente da qui. Dovevo fare un giro dell’oca e perdere tanto di quel tempo...Quasi quasi mi commuovo», dice ironico ma non troppo. «Voglio essere io la prima a percorrere questo benedetto ponte a piedi - annuncia una donna che abita proprio in una delle case che affacciano sulla statale -. Sono partita con il mio cane per questa bellissima passeggiata e ho visto che c’è anche il percorso pedonale. Per noi è una festa, sta tornando anche mio figlio dal lavoro e avrà più tempo per riposare un po’ nella pausa».

A piedi anche una coppia di residenti nella Cà Rossa: «Sono qui perché questo ponte rappresenta in qualche modo la storia della mia famiglia. Mio nonno abitava da una parte del canale, mia nonna dall’altra. Si trovavano a metà: prima si guardavano e basta e poi si sono innamorati. Nonna aveva tanti fratelli maschi e tutti hanno studiato. Lei no: era una donna. Brillante, intelligente ma donna. E quando da piccina mi raccontava della storia col nonno e della sua voglia di imparare, ho promesso che sarei stata sui libri anche per lei, e sono diventata insegnante di matematica». È incredibile come si possa essere legati ad un luogo e come un percorso quasi scontato diventi fondamentale quando viene sbarrato.


Il ponte è stato chiuso il 19 luglio 2021 dalla Provincia, ente proprietario della strada. Il provvedimento era stato adottato per consentire l’avvio del cantiere per la demolizione del ponte esistente a causa di problemi di degrado strutturale e dei materiali non più rinviabili, e ricostruzione della nuova struttura di attraversamento in calcestruzzo armato precompresso. Un cantiere il cui costo è stato di 950mila euro, finanziati con i fondi sisma del 2012 dal ministero Infrastrutture e Trasporti. I 150 giorni previsti sono diventati di più a causa di un rallentamento dovuto a una modifica dei termini e delle procedure di autorizzazione di Autostrade per i transiti dei trasporti eccezionali, incaricati di consegnare le nuove travi.

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