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L’Ordine dei medici sospende le dottoresse: «Compromessi dignità e decoro di noi tutti»

L’atto notificato alle due arrestate, la Compagno e la Gennari. E anche a Nas, assessorato, sindaco, Asl e Farmacisti


01 aprile 2022 Daniele Predieri


FERRARA. L’Ordine dei medici ha detto stop e ha sospeso le due dottoresse arrestate per finti vaccini e falsi green pass, decidendo di congelare l’iscrizione all’albo professionale per Chiara Compagno e Marcella Gennari. Una decisione adottata all’unanimità dal consiglio dell’Ordine dopo avere «valutato la gravità dei reati contestati che determinano compromissione della dignità e del decoro della classe medica». Dunque, per un danno incalcolabile di immagine e tanto altro che ha portato l’Ordine, ora formalmente e ufficialmente, a prendere le distanze, come fatto nei primi giorni, dicendo attraverso il presidente Bruno Di Lascio di “provare vergogna” per quanto stava emergendo dalle cronache cittadine.

I due medici - come recitano gli atti dell’Ordine notificati, anche a loro stesse -, saranno sospesi per tutta la durata dell’indagine in corso e poi, ovviamente, quando vi saranno le definizioni dei processi, rischieranno fino alla radiazione: visti i reati di peculato, truffa, corruzione e falsi di cui devono rispondere agli inquirenti, procura e finanza che hanno svolto le indagini, e ai magistrati che hanno adottato i provvedimenti restrittivi degli arresti in casa loro; mentre, lo ricordiamo, la stessa procura aveva chiesto per loro il carcere alla luce della gravità dei comportamenti delle due dottoresse, analizzati, registrati durante gli accertamenti con intercettazioni e registrazioni delle false vaccinazioni con telecamere posizionate negli ambulatori.

L’atto di sospensione decisa dall’Ordine è stato notificato, a riprova dell’impatto che ha avuto lo scandalo dei finti vaccini, all’assessorato regionale alla sanità, ai carabinieri del Nas, al sindaco Alan Fabbri, alla Asl (ovviamente) e anche all’Ordine dei farmacisti. Che ora dovrà, nel prossimo futuro, attivarsi in primo piano anche per tre farmacisti coinvolti nell’inchiesta (per falsi e truffe, al momento) che risultano, al momento solo indagati e sottoposti a perquisizioni fin dai primi giorni del blitz della Finanza.

Dunque la decisione dell’Ordine smorza le polemiche montate da più parti, riguardo un criticato e presunto immobilismo dell’Ordine che aveva portato lo stesso consiglio e il presidente Di Lascio in primo piano a dichiarare: «Attribuire inadempienze all’Ordine dei medici o ignavia, non è giusto e corretto, non è vero». L’Ordine attendeva gli atti formali dalla procura, poiché le sole notizie stampa dello scandalo (pur fedeli ai fatti) non potevano essere usate per attivare il procedimento di sospensione. Deciso dal consiglio il 29 marzo, giorno stesso in cui è stata protocollata la risposta della procura (datata 17 marzo) alla richiesta di atti inoltrata dall’Ordine il 14 marzo.



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