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Ferrara. «Ha avuto il Covid, mia figlia rischia l’anno»

È a casa da gennaio per una tosse convulsiva. La mamma: «Dalla scuola nessun aiuto per farle recuperare l’arretrato» 


02 aprile 2022


FERRARA. «Mia figlia rischia di perdere l’anno perché nessuno ci sta aiutando a farle recuperare le lezioni che ha dovuto saltare dopo aver contratto il Covid». A parlare è la mamma di una giovane studentessa, 11 anni, iscritta in una scuola media della periferia di Ferrara.

A dicembre ha contratto il Covid, come è avvenuto a partire dallo scorso autunno ad altre centinaia di ragazzi e bambini che frequentano gli istituti della provincia, ed è guarita - ricorda la mamma - attorno a Natale. Con le vacanze a far da cuscinetto la famiglia era convinta che la bimba avrebbe potuto riprendere regolarmente le lezioni a gennaio, alla riapertura delle scuole. Ma a complicare le cose – e poi a gettare genitori e figlia nell’incertezza e nella preoccupazione – è stata la tosse che ha colpito la ragazzina in una forma «convulsiva - spiega la mamma – Al punto che è stata la stessa scuola a chiamarmi, durante uno di questi attacchi, per chiedermi di portare la bimba a casa perché non stava bene». Come è noto, la tosse è uno dei sintomi sanitari messi sotto stretta osservazione perché rientra fra quelli che potrebbero indicare la presenza di un’infezione da Sars-Cov-2. Si sa inoltre che il Covid, anche dopo la guarigione, può lasciare segni che possono durare a lungo compromettendo la salute del paziente, nonostante il virus sia stato debellato.

Non si sa se sia esattamente questo il caso della ragazzina, cioé se la diagnosi dei disturbi che l’hanno colpita a partire dallo scorso gennaio riporti effettivamente ad uno strascico della pandemia. Fatto sta che è a casa da oltre due mesi anche «perché si sta sottoponendo ad una terapia ad orari prefissati», precisa la mamma. Recentemente ha iniziato a sentirsi meglio e «la prossima settimana – prosegue il genitore – probabilmente potrà rientrare in classe».

Il problema è che nel frattempo le ore di assenza hanno superato il limite ammesso, oltre il quale il rendimento dell’alunno è considerato compromesso e l’esito potrebbe essere «la sua bocciatura», spiega la mamma. Da quando la ragazzina è in malattia «non ha potuto seguire le lezioni tramite didattica a distanza, perché in questo caso non è prevista – spiega ancora la lettrice – La scuola mi ha chiesto di inviare tutti i certificati, cosa che ho fatto. Sono stata anche invitata a produrre tutta la documentazione relativa alla terapia. A questo punto ho chiesto ai dirigenti della scuola di inserire mia figlia, che segue comunque il programma scolastico accedendo al registro elettronico, in un progetto di didattica a distanza e ho proposto di prevedere una forma di assistenza temporanea alla didattica per consentire il recupero pieno del programma. Nessuna risposta, a questo punto mia figlia rischia di perdere un anno e noi ci sentiamo veramente abbandonati».

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