Usca, nel Ferrarese scatta la proroga fino all’11 aprile
Con la cessazione dello stato di emergenza l’Asl sta rivedendo l’organizzazione del servizio. Il picco di attività a gennaio
FERRARA. Furono istituite giusto due anni fa, quando la pandemia muoveva i primi passi anche nel Ferrarese ma aveva già dato un’indicazione molto chiara sulla capacità – che ha mantenuto nelle ondate successive – di poter colpire nel modo più temibile soprattutto i soggetti più fragili: popolazione anziana e pazienti affetti da patologie croniche. Da allora i sanitari delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) hanno raggiunto a domicilio migliaia di persone che avevano contratto il virus o manifestavano i sintomi dell’infezione sostituendo i medici di base nella fase di definizione della diagnosi e nella prescrizione del trattamento più appropriato sulla base delle terapie in quel momento disponibili.
La cessazione dello stato d’emergenza, che era stato proclamato 26 mesi fa, ha imposto alle aziende sanitarie di ripensare il modello corrente per collocarlo in una gestione della pandemia che si prevede “ordinaria”. Proprio in questi giorni l’Asl sta studiando le future modalità organizzative; nel frattempo ha prorogato le Usca fino all’11 aprile. Turni di servizio di 12 ore settimanali per ciascun medico, in attesa di impostare il servizio secondo le direttive in corso di elaborazione.
Il servizio ha seguito passo per passo tutte le fasi della pandemia, affrontando anche il problema del personale e ricorrendo – quando necessario – alle forme più flessibili di contratto. I dati relativi ai pazienti in carico confermano l’ultima fiammata della pandemia, che a marzo – dopo due mesi di numeri in calo – ha ripreso a seguire una china ascendente, anche se non sempre lineare, per contagi, ricoveri e decessi. Il picco degli ultimi mesi, secondo le rilevazioni pubblicate dall’Asl, si è avuto in gennaio, nelle settimane in cui la variante Omicron ha letteralmente mandato in tilt i servizi di tracciamento allestiti dalle aziende sanitarie: 860 pazienti presi in carico nella settimana dal 10 al 16 gennaio, con 247 visite a domicilio.
Poi una discesa che ha riportato il dato settimanale delle chiamate sotto quota cento per tornare a risalire negli ultimi 15-20 giorni. In provincia le Usca attive sono cinque, la coordinatrice è la dottoressa Carlotta Serenelli.
Gi.Ca.
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