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cronaca

Bompani, forni per scaldare pizze ai profughi

L’azienda di Ostellato spedisce 10 forni a Przemysl . È poi stata ristrutturata la casa del custode così da poter ospitare una famiglia


09 giugno 2022 D.B.


OSTELLATO. L’iniziativa parte dalle associazioni di volontariato del Modenese, ma al loro fianco si è unita una grossa azienda privata del calibro di Italpizza. L’obiettivo? Portare le pizze precotte a Przemysl, in Polonia, al confine con l’Ucraina, dove è stato allestito un grande campo profughi dove passano ogni giorno migliaia di ucraini in fuga, prima loro tappa di un viaggio verso tutta l’Europa. Sorgeva però un problema pratico non tanto piccolo: dove cuocere tutte le pizze? Ed ecco che all’iniziativa si è unita un’altra azienda modenese, la Bompani, che dalla sua sede di Ostellato ha fatto partire dieci forni per cuocere le pizze. Con tanto di istruzioni per la cottura ai volontari.

«Nessuno ci ha chiesto niente - dice Enrico Vento, ad Bompani -, abbiamo saputo di questo progetto di solidarietà e siamo stati ben felici di aggregarci. I dieci forni sono stati adattati alla situazione, li abbiamo testati e controllati prima di spedirli, anche perché per velocizzare i tempi abbiamo messo quattro griglie di cottura, così che le pizze scongelate in massimo dieci minuti sono pronte, significa 40 pizze alla volta». E si pensi che da San Damaso, dove si trova Italpizza, sono partiti tir contenenti ciascuno 25mile pizze, in tutto si dovrebbe arrivare a 150mila, sperando che nel frattempo il conflitto sia giunto al termine.

Ma Bompani non si ferma qui, perché sempre a Ostellato c’è l’edificio del custode non più utilizzato. «Ci siamo chiesti se non potesse ospitare qualche profugo, così abbiamo imbiancato e ristrutturato l’appartamento - dice ancora Bompani -, che può ospitare una famiglia di quattro persone. Si sono uniti anche i nostri dipendenti, che lo hanno arredato di tutto punto, così da alcuni giorni è già pronto per essere utilizzato. Abbiamo già informato di questa disponibilità il sindaco di Ostellato, Elena Rossi, e il prefetto Rinaldi Argentieri. Fra l’altro, abbiamo anche spiegato che eventualmente c’è anche la possibilità di inserimento al lavoro. Crediamo che questo impegno possa e debba servire a motivare tutti a fare qualcosa in questo momento di grossa difficoltà del popolo ucraino».



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