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Unife cresce. Cinquemila posti in più per le aule, rinasce il rettorato

Ramaciotti: 44 milioni per il quadrilatero di via Savonarola. Personale: garantiti i turn over al 100 per cento per tecnici e docenti


05 aprile 2022 Alessandra Mura


FERRARA. Mantenere e difendere il più possibile la riconquistata attività in presenza, «che è e resterà prioritaria», ma senza accantonare del tutto le opportunità smart offerte dalla didattica digitale che l’emergenza sanitaria ci ha “costretti” a scoprire.

È un’Università che ritrova il rapporto diretto con i suoi studenti e con tutto il personale quella che ieri, nel 631° anniversario dalla sua fondazione, la Rettrice Laura Ramaciotti ha salutato inaugurando alla Pinacoteca Nazionale l’anno accademico 2021-2022. E proprio sulla «costante predisposizione al dialogo, strumento antico ma sempre attuale» ha insistito in apertura della sua relazione la Rettrice, sottolineando che proprio in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando, «così colmi di incertezze sociali, sanitarie ed economiche» e resi drammatici dalla «maggiore crisi per l’accoglienza dei rifugiati in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale, l’Università pubblica ha il compito di infondere fiducia nelle giovani menti e contribuire alla trasformazione della società», assumendo come faro «valori cardine come rispetto, pluralità, sapere, equità, inclusione e sostenibilità».

All’orizzonte, c’è un piano di mandato colmo di sfide e progetti. Come quello di valorizzare il patrimonio edilizio dell’Ateneo, a cominciare dal ritorno del rettorato nel quadrilatero di via Savonarola (si sta lavorando per riassegnare a breve il progetto) e proseguire con la realizzazione di un nuovo studentato all’Ippodromo e con l’aumento nei prossimi tre anni dei posti nelle aule (4.249 in più) e nelle sale studio (+508), avvalendosi di 120 milioni di risorse statali, di cui 44 per il solo complesso di via Savonarola. Gli obiettivi sono anche rivolti alla riqualificazione energetica degli edifici universitari, anche se su tutto grava il problema dei costi e delle difficoltà di reperimento delle materie prime.

Altro nodo, garantire il turn over al 100 per cento sia del personale amministrativo (“reduce” da una passata stagione di vertenze per le carenze di organico) sia dei docenti e dei ricercatori, grazie al recupero di punti organico - reso possibile dall’incremento (+4,45 per cento) del Fondo di Finanziamento ordinario - e grazie al finanziamento aggiuntivo incluso per volontà della ministra Messa nella legge di Bilancio 2022.

Ambizioni su misura per un’università che, con 27mila iscritti, è entrata nella fascia dei “grandi Atenei” (tra i 20mila e i 40mila studenti). Per questo, ha spiegato Ramaciotti, «appena mi sono insediata ho orientato ogni sforzo a consolidare e rendere pienamente sostenibili tutti i nostri corsi di studio», ora in attesa della certificazione della Commissione esperti della valutazione di Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario) la cui visita è in programma per il prossimo anno.

Tra i corsi, una menzione speciale è stata rivolta a Medicina e Chirurgia, apripista nazionale non solo per l’incremento nella programmazione dei posti, ma anche per l’inserimento «trasversale nel percorso formativo della medicina di genere e della medical humanities, nonché delle cure palliative e della terapia del dolore». I punti di riferimento sono tanto l’ospedale quanto il territorio, a cui l’Università spetta il compito di «garantire quel continuo aggiornamento per curare al meglio una popolazione sempre più anziana e afflitta da patologie croniche».

E se la didattica punta sempre di più all’internazionalizzazione, e la ricerca ha concluso la programmazione del ciclo 2014-2020 veicolando nelle casse dell’Ateneo 13 milioni di euro per 56 progetti e 90 operazioni finanziate dal Fondo sociale europeo tra assegni, master e borse di dottorato (altri 530mila euro sono stati acquisiti nel 2022 per due nuovi progetti nell’ambito della pesca), è proprio dall’intersezione tra didattica, ricerca e società civile che si sviluppa la “terza missione” dell’Università «sia per la co-progettazione e co-produzione di innovazione e, più in generale, di beni pubblici».

È in questo contesto che si inserisce, grazie anche a finanziamenti regionali, la realizzazione di un Innovation Hub presso il laboratorio Mechlav del Tecnopolo, i cui lavori inizieranno già nel 2022. Così come costituisce un esempio di terza missione, ha evidenziato Ramaciotti, l’apertura di un dialogo con la Regione sul tema della sopravvivenza del Petrolchimico di Ferrara: «Siamo a completa disposizione per collaborare e sviluppare l’attività scientifica», a supporto del sito produttivo messo a rischio dalla chiusura del cracking di Marghera.

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