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Ferrara, distillerie Moccia: la famiglia Ori custode di un marchio storico

Tra i liquori prodotti c’è il famosissimo Zabov, uno dei simboli di Ferrara. La grande insegna campeggia nella fabbrica di via Marconi/Bongiovanni


06 aprile 2022 Maurizio Barbieri


FERRARA. Le distillerie Moccia di Ferrara sono un nome internazionalmente conosciuto fin dal dopoguerra soprattutto per un prodotto, lo Zabov, un liquore a base di uovo, che ha fatto la fortuna di questa azienda. Un nome e una garanzia che negli anni non ha perso la fama di uno dei prodotti distillati più noti e apprezzati dal grande pubblico.

L’INSEGNA

La grande insegna gialla campeggia all’incrocio tra via Marconi e via Bongiovanni nella zona Doro e costituisce uno dei simboli indiscussi di Ferrara così come gli sportivi dai capelli bianchi si ricordano il mega cartellone pubblicitario che campeggiava nella gradinata dello stadio di Ferrara negli anni Cinquanta e Sessanta ai tempi in cui la Spal militava in serie A. E sempre allo stadio lo speaker più di una volta prima del calcio d’inizio elencava le prelibatezze prodotte a Ferrara. Le Distillerie Moccia da 76 anni rappresentano un’eccellenza per la città. La domanda continua a tirare ma c’è un problema di non poco conto ovvero l’assenza di bottiglie di vetro.

LA TITOLARE

«Purtroppo è così – spiega la titolare Cinzia Ori, entrata in azienda dal 1974 seguendo il settore acquisti, poi affiancando il direttore commerciale e il marketing, affidati poi al figlio Massimiliano passando poi alla direzione generale –, prima la mancanza di scatoloni, con le aziende causa Covid che hanno dovuto fare i conti con una mancanza di personale che ne ha rallentato la produzione, poi il caro bollette che ha fatto sballare i conti, e ancora il consistente aumento dell’alcool e ora la mancanza di bottiglie di vetro. Siamo fermi in quanto i nostri fornitori non sono in grado di consegnarci le bottiglie di vetro. Una situazione paradossale anche perché i fornitori non ci hanno assicurato quando potranno ritornare a rifornirci. Diverse vetrerie, alcune delle quali dove ci rifornivamo, da qualche anno avevano delocalizzato la loro produzione nei Paesi dell’Est, in particolare in Ucraina, e con lo scoppio della guerra tutto si è complicato. Aggiungiamoci che diverse aziende avevano abbandonato la plastica a favore del vetro e la domanda era aumentata considerevolmente. Il fatturato del 2021 si è chiuso a 5 milioni di euro dopo che nel 2020 causa Covid con le chiusure di bar e attività di ristorazione avevamo perso circa il 20%».

«L’export dei nostri prodotti è marginale – prosegue ancora Ori – in quanto circa il 95% di Zabov viene venduto in Italia così come il Punch Barbieri (quest’ultimo marchio acquisito dal Gruppo Campari in seguito alla vendita dello stesso da parte dell’azienda milanese, ndr) ma non avendo prodotto da poter vendere il danno è notevole».

LEADER DEL MERCATO

Da una decina di anni Zabov è leader del mercato soppiantando il Vov il cui marchio anni fa venne acquistato da una multinazionale. Tutta la produzione, esce dalla fabbrica di Ferrara. Tra le città dove si consuma la maggior parte di liquore giallo figurano Trento e Bolzano al Nord e Bari ma in generale sono buone le vendite in tutto il Sud.

LA PRODUZIONE

Certo sono lontani i tempi in cui la produzione ammontava a un milione e 800mila litri di Zabov – si era nel 1976 – ma il prodotto continua a tirare e annualmente si viaggia sui 300mila litri, così come per il Punch Barbieri. Un tempo si associava il nome Zabov alla Spal e il marchio appariva anche in tv su Carosello e anche in occasione di programmi quali il Festivalbar e il Giro d’Italia, ma da anni l’azienda ha ridotto drasticamente la pubblicità. Le ultime campagne pubblicitarie risalgono a oltre trent’anni fa. «Riceviamo varie richieste di sponsorizzazione ma a malincuore diciamo di no – afferma Ori – perché non abbiamo budget se non per piccole cose».

RICETTA DEL SUCCESSO

Molti si sono chiesti quale sia la ricetta segreta. Latte fresco al quale viene aggiunto il tuorlo d’uovo già pronto e stabilizzato, quindi zucchero, alcool e quel concentrato di brandy che viene fatto appositamente per le distillerie Moccia e che costituisce il marchio di fabbrica di Zabov.

Dopo la miscelatura rimane a riposo un paio di giorni, poi viene filtrato una prima volta e portato nei serbatoi di stoccaggio. Resta fermo altri quattro giorni, filtrato di nuovo e finisce nel serbatoio di imbottigliamento. Prima di sei o sette giorni non si può imbottigliare il prodotto, è necessario per la sua stabilità.

LA BIRRA RONZANI

Nel 2019 la famiglia Ori ha acquisito da un’asta fallimentare la fabbrica della birra Ronzani Oro del Reno. Si tratta di un marchio storico nato a Bologna in via San Felice poi trasferito a Casalecchio di Reno in via Ronzani poi ceduto alla Würer nel 1970. Circa sette anni fa il marchio venne rieditato ma ebbe poca fortuna e fallì. L’intenzione è quella di riportarla agli antichi splendori. A fine marzo la prima uscita ufficiale in una fiera, la Beer Attraction di Rimini, dove sono state presentate le nuove birre targate Ronzani. Ma è lo Zabov a rimanere ancora nella memoria collettiva un prodotto di grande richiamo, un vero simbolo della città di Ferrara per la sua originale ricetta e per un marchio di garden prestigio.

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