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Ferrara, Bellotti: «Turismo, bene le prenotazioni ma mancano gli stagionali»

Il presidente della Cna fa il punto su un settore strategico in cerca di rilancio: «Tra gli operatori c’è voglia di ripresa, si fatica a reperire la manodopera»


06 aprile 2022 Gian Pietro Zerbini


FERRARA. La stagione turistica 2022 è alle porte e già si individuano i fattori positivi e i correttivi che andrebbero fatti per migliorare ulteriormente il sistema di ricettività e accoglienza. Davide Bellotti, presidente provinciale di Cna Ferrara, con un passato anche di assessore provinciale al turismo, inquadra la situazione.

Presidente Bellotti, che aria si respira tra gli addetti ai lavori?

«Cominciamo subito col dire che soprattutto ai Lidi si registra in queste settimane una grande euforia tra gli operatori turistici, c’è voglia di ripartire e anche le richieste e le prenotazioni stanno arrivando. Un buon segno».

Tra l’altro i dati del 2021 hanno visto la nostra costa come il territorio che ha risentito di meno in tutta la regione Emilia Romagna dell’effetto negativo portata dalla pandemia...

«Ha premiato in questi mesi il turismo all’aria aperta e il nostre territorio ha precise peculiarità, bene anche la diversificazione delle strutture ricettive tra alberghi, appartamenti, camping. E soprattutto c’è la fidelizzazione che sta premiando il lavoro fatto in questi anni, però c’è ancora molto da operare soprattutto in campo sinergico».

Si registrano anche quest’anno difficoltà a reperire manodopera stagionale. Quale indicatori ha su questo fronte?

«Anche nel Ferrarese ci sono grossi difficoltà a reperire soprattutto cuochi, aiuto cuochi, camerieri e anche sul fronte della manutenzione si fatica a trovare personale. Questo sta creando non pochi problemi alle aziende. La mancanza di manodopera deriva in primo luogo al calo demografico con meno giovani tra l’altro disposti a lavorare».

Però chi non vuole lavorare giustifica la scelta con il salario basso, parlando addirittura di sfruttamento. Come rappresentante delle imprese, cosa risponde?

«Esistono dei salari garantiti, ma le spese delle aziende soprattutto in questi mesi e nei prossimi saranno in particolare quelle extra, non solo materie prime e personale, ma anche costi per maggiori energie e derivati. Per superare la carenza di manodopera bisogna pensare anche a un piano formativo che coinvolga vari attori».

Il cicloturismo sembra ancora una grande incompiuta. Cosa fare per superare quel senso si abbandono che hanno le nostre piste ciclabili, belle ma non utilizzate?

«In un recente convegno su questo tema organizzato proprio da Cna e Sipro abbiamo affrontato diffusamente questo problema. Se parliamo di Destra Po non ci sono attività perché mancano flussi sufficienti in grado di garantire continuità di impresa. Occorre quindi mettere in rete le varie piste ciclabili con un progetto comune, come ha ribadito Ami, non tanti pezzetti, ma con un percorso collegato tra l’altro alle grandi direttrici internazionali del cicloturismo. Bisogna lavorare in maniera industriale per garantire i servizi. È emersa anche la volontà del Consorzio di Bonifica di effettuare manutenzione».

Deve quindi emergere un gioco di squadra, non progetti singoli lasciati al caso.

«Proprio così, bisogna dare valore al nostro prodotto e al nostro territorio. Le persone, i turisti li porti se hai soluzioni concrete. Solo con una programmazione integrata si riescono a realizzare progetti importanti e condivisi. Lo stesso discorso deve arrivare la progettazione per ottenere i finanziamenti del Pnrr. Per questo bisogna dialogare con il sistema politico. Dobbiamo essere un sistema pragmatico e imparare ad ascoltare e comunicare. Non bisogna andare per conto proprio, ma serve un coordinamento con progetti concreti e non teorici. La politica può fare molto di più sotto questo profilo».

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