Donna, giovane e bianca. L’autopsia sul cadavere esclude scomparse datate
La vittima aveva circa trent'anni ed è stata ritrovata senza testa
SANTA MARIA MADDALENA. L’autopsia effettuata nella tarda serata di martedì ha ristretto un po’ il campo delle ipotesi sull’identità del corpo mutilato trovato lunedì a mezzogiorno in un borsone emerso dalle acque del Po nei pressi dell’abitato di Santa Maria Maddalena.
L’esame autoptico era stato disposto dalla procura di Rovigo. Dalle prime risultanze uscite dalla medicina legale si tratta di una donna di circa trent’anni, di carnagione bianca, senza la testa. Dallo stato di decomposizione del cadavere è stato ipotizzato che la morte – le cui cause sono per gli inquirenti ancora sconosciute – sia abbastanza recente. Esame che ha quindi escluso ipotesi di altre donne scomparse e mai più ritrovate, da Isabella Noventa a Samira fino ad arrivare alla giovane Saman, con le scomparsa che risalgono rispettivamente al 2016, 2019 e 2021.
I Carabinieri di Rovigo, coordinati dalla locale procura, stanno svolgendo serrate indagini, anche nei riguardi di persone che rispondono alle richiamate caratteristiche recentemente scomparse. Si tratta ora poi di comparare con esami di laboratorio se il dna del corpo ritrovato corrisponde a quello delle persone scomparse. Il rinvenimento del cadavere è stato possibile grazie all’intuizione di Davide Martini, dipendente dell’Aipo, che lunedì ha visto affiorare dalle acque del fiume durante un controllo, una sorta di masso che poteva in qualche modo intralciare la navigazione. Ma arrivato nelle immediate vicinanze, il dipendente Aipo, originario di Pilastri, ha visto che era un borsone un po’ lacerato e all’interno ha intravisto che c’era un corpo ed ha così chiamato subito i carabinieri, dando l’allarme.
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