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cronaca

Pontemaodino, polvere rossa: nessun pericolo ma i disagi vanno contenuti

È arrivata la risposta di Arpae dopo il sopralluogo dei tecnici nella fonderia: «Modifica o implementazione dei sistemi di abbattimento delle emissioni» 


09 giugno 2022 An. Bo.


PONTEMAODINO. La polvere rossa della fornace di Pontemaodino copre da tempo giardini, strade, auto e case. Nei mesi scorsi i residenti hanno lanciato l’ennesimo appello al Comune, subito accolto dal sindaco Sabina Alice Zanardi che ha chiesto ad Arpae di intervenire. Nero su bianco, dopo aver effettuato tutte le analisi, Arpae ha risposto: la ditta Fonderie Cooperative di Modena, stabilimento di Codigoro, è in regola. Dopo le segnalazioni e la richiesta di intervento, gli operatori Arpae hanno quindi effettuato il 22 febbraio un sopralluogo nello stabilimento delle Fonderie, finalizzato alla verifica dello stato dei luoghi e del rispetto delle condizioni autorizzate per la ditta, completando la verifica con un secondo sopralluogo nell’area artigianale di Pontemaodino, quest’ultimo finalizzato all’osservazione dello stato dei luoghi in relazione a quanto segnalato anche dal Comune.

LA RELAZIONE

Nel corso del sopralluogo, alla presenza di Stefano Todisco, vicepresidente della società, i tecnici di Arpae hanno visto che al momento del sopralluogo le attività erano in corso unicamente nell’edificio denominato A, nel quale si effettuano lavorazioni di sabbiatura e sbavatura e da cui originano le emissioni E1ed E2, mentre nel corpo di fabbrica denominato B, attualmente in dismissione, non erano in corso attività. Come fatto presente dai residenti, anche i tecnici hanno visto che la pavimentazione stradale nei pressi dello stabilimento ha assunto una colorazione arancione, presumibilmente imputabile alle particelle ferrose, presenti anche sui cassonetti dei rifiuti, manufatti, recinzioni e automobili. Per quel che concerne le polveri, la ditta è regola “ma le emissioni in atmosfera derivanti dalle attività della ditta, anche ipotizzando il rispetto dei limiti prescritti, possano contenere quantità rilevanti di polveri ferrose - si legge nella relazione -, che vengono rilasciate in ambiente, nonostante le bocche dei camini di emissione siano rivolte verso ovest, quindi verso la campagna, sul lato opposto rispetto alla zona produttiva di Pontemaodino, anche in dipendenza dei venti prevalenti nel corso dell’anno». Ecco quindi che “si ritiene che le misure da attuare per mitigare e contenere i disagi causati dalle emissioni delle Fonderie Cooperative di Modena sulle attività e sui residenti vicini debbano necessariamente prevedere che il coinvolgimento attivo da parte della ditta, con eventuale proposta di modifica o implementazione dei sistemi di abbattimento delle emissioni in atmosfera, con possibile abbassamento dei limiti di emissione”.


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