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Ferrara, il piano vaccini cambia ma non si ferma

Dagli hub alle case salute. Il punto di Calamai, direttrice dell’Usl: la programmazione continua per poter fare in emergenza anche 5mila dosi al giorno


14 aprile 2022 Giovanna Corrieri


FERRARA. Per la direttrice generale dell’Asl Monica Calamai la parola chiave «di fronte allo sconcerto» provocato dalla situazione pandemica è stata la “programmazione”, che ha consentito la «gestione di qualcosa di complesso», fra tracciamenti, vaccinazioni, recupero del non-covid, e anche progettualità nuove come gli infermieri di comunità, con corsi di formazione attivati proprio durante il periodo pandemico. E anche la chiusura degli hub vaccinali, di cui si è fatto ieri il punto, non è avvenuta «prima di una nuova programmazione che ha voluto traslare la straordinarietà in normalità», ha detto Calamai. Il riferimento è alle case della salute dove sono stati realizzati punti vaccinali che, nelle intenzioni dell’Asl, rappresentano i luoghi dove si dovrà realizzare «l’eventuale ipotesi di una vaccinazione di massa a partire dall’autunno».

Ipotesi preannunciata dall’assessore regionale Raffaele Donini: «Probabilmente dal mese di ottobre arriveranno i vaccini già adeguati alla protezione rispetto alle varianti attualmente in circolazione: dobbiamo attrezzarci e pensare ad una organizzazione molto massiva, non si sa ancora se sarà per le persone dai 50 anni in su o per tutta la popolazione nel suo complesso. Una promessa che dobbiamo fare a noi stessi e ai cittadini è quella di cercare di compiere ogni sforzo per non tornare ad essere sorpresi da ulteriori ondate». Nella nuova programmazione senza hub ma con le case della comunità attrezzate ad hoc si potranno fare «fino a 5mila vaccinazioni al giorno», assicurava Calamai. Considerando poi che, in futuro, anche nelle realizzazioni strutturali bisognerà pensare alla predisposizione di aree per fronteggiare situazioni simili: «Questo era un evento preannunciato a cui noi non avevamo prestato attenzione: è da quindici anni che ogni cinque anni abbiamo alert nel merito che sono stati trascurati. Non dobbiamo vivere nel terrore ma in una programmazione più puntuale che preveda in modo serio questo tipo di emergenze».

Calamai ha ricordato anche quanto fatto finora: il reclutamento di personale, l’attività del privato accreditato, il rapporto stretto con la Ctss.



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