Al Sant'Anna il primo prelievo multiviscerale
Dopo il consenso della famiglia del donatore un intervento di 10 ore compiuto da equipe chirurgiche provenienti da tutta Italia. La commissaria Bardasi: ringraziamo chi con questo atto consente di salvare altre vite. In 20 anni nel Paese sono stati realizzati solo 16 operazioni dello stesso tipo
FERRARA.“La donazione di organi è un grande gesto d’amore, che può salvare la vita e dare nuova speranza ad altre persone. Ma è una sfida contro il tempo che si può vincere solo grazie ad un grande impegno dei professionisti e a una organizzazione rodata”. A parlare è la dottoressa Silvia Bortolazzi, medico coordinatore dell’Ufficio Coordinamento Aziendale Procurement (Ucap), dopo il primo prelievo multiviscerale di un donatore deceduto effettuato nel nosocomio estense.
Ieri (14 aprile), per quasi 10 ore, si sono succedute all’ospedale di Cona equipe chirurgiche provenienti da tutta Italia. E’ la prima volta che questo tipo di intervento viene eseguito all’ospedale S. Anna e ha suscitato una grande soddisfazione dei team coinvolti che hanno ringraziato - commossi - i famigliari del donatore che hanno dato l’assenso al prelievo degli organi. “Una complessa attività multidisciplinare - ha commentato Paola Bardasi, commissaria straordinaria dell’azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara - che fondendo complessi aspetti etici e tecnici ha portato a compimento la volontà della famiglia del donatore: salvare altre vite. Non possiamo che ringraziarli per aver acconsentito, nonostante il dolore per la perdita, a favorire quella che rappresenta l’unica concreta speranza per molti malati. Un gesto di straordinario altruismo”.
Il prelievo è avvenuto dopo valutazione di idoneità che vede coinvolti il reparto di Rianimazione, l’Ufficio di coordinamento alle donazioni di organi e tessuti dell’ospedale di Ferrara e il Centro Regionale Trapianti Emilia Romagna. L’eccezionalità di questa donazione è caratterizzata dal cosiddetto “prelievo multiviscerale”. Si tratta di un intervento rarissimo ed estremamente complesso (dal 2002 al 2021 in Italia ne sono stati effettuati soltanto 16, di cui 10 in Emilia Romagna) che permette di trapiantare nel paziente ricevente fegato, pancreas e intestino.
L’organizzazione dell’attività per il complesso intervento di prelievo è iniziato il giorno precedente all’intervento ed è andato avanti per tutta la notte fino alle 18 di giovedì 14 aprile. La direzione medica e la direzione delle professioni sanitarie hanno programmato l’attività delle sale operatorie e del team operatorio del “Sant’Anna” mentre il Coordinamento regionale Trapianti dell’Emilia Romagna ha attivato la macchina organizzativa e disposto l’invio delle équipe specializzate a livello nazionale per il prelievo multiviscerale, dei polmoni e dei reni.
Tutto questo è stato possibile grazie ad un modello organizzativo di eccellenza che ha il compito, attraverso i centri di alta specialità dislocati sul territorio e di una rete che unisce i vari centri, di garantire ai pazienti in attesa di trapianto una risposta ottimale e uniforme a livello nazionale, spiega il Sant'Anna.
“Nell’arco del 2021 - sottolinea la dottoressa Bortolazzi - l’attività è tornata ai livelli pre-Covid-19, la regione Emilia Romagna si conferma come una delle regioni con il maggior numero di donazioni in rapporto alla popolazione e Ferrara è allineata ai dati dei centri presenti in regione analoghi all’oispedale di Cona, la grande sensibilità della cittadinanza ferrarese è concretizzata in una sempre più alta percentuale di consensi alla donazione”.