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Cas, entrano ancora nel capannone per rubare: «Quinta volta in due mesi». Altri colpi in zona

L’altra notte ladri in azione alla Edilizia Marchetti di via Plattis. I titolari: allarmi e guardie giurate, ma sono sempre qui. Anche il bar nel mirino  


15 aprile 2022 Stefano Ciervo


FERRARA. La prima volta, era febbraio, sono entrati rompendo i vetri di una finestra. La seconda, e in gran parte delle successive, hanno forzato la porta secondaria del magazzino, che dà accesso agli uffici, mirando sempre e quasi esclusivamente al poco denaro in contanti che trovano. Così è successo anche l’altra sera, come sempre è suonato l’allarme e sono accorsi sia le guardie giurate che i carabinieri, ma i ladri si erano già dileguati. «Ormai è la quinta volta che succede dal mese di febbraio, siamo “abbonati”» dicono Andrea e Giulia Marchetti, il titolare dell’Edilizia Marchetti di via Majocchi Plattis, zona Centro artigianale San Giorgio, e sua figlia, che la mattina fa l’inventario di quanto portato via e distrutto, nel raccontare questa inquietante e pericolosa consuetudine. In un’occasione, era un sabato sera verso le 20, era presente il titolare, passato per un controllo, all’interno del magazzino, nel momento in cui i ladri hanno tentato di entrare, «non li ho visti e non c’è stato contatto, ma erano lì» ricorda. E non si tratta dell’unica attività presa di mira in quella zona.

Sempre così

Le modalità delle “visite” sono sempre quelle, tanto da far pensare all’azione di uno specifico gruppo di persone. «Trovano il modo di entrare forzando una delle porte scorrevoli e non si preoccupano degli allarmi, perché rimangono dentro pochi minuti, il tempo di fare razzia di soldi, e poi scappano prima dell’arrivo delle forze dell’ordine» raccontano sconsolati i Marchetti. In un’occasione i ladri sono riusciti a rompere la cassa dell’ufficio e hanno abbandonato il cassetto nel magazzino, ovviamente svuotato dell’incasso. Altre incursioni hanno mirato alle macchinette del caffé e delle bibite, nonostante i tentativi di “blindarle”, «ci hanno persino portato via tutti i “ramini”, le monetine di rame che non servono più nemmeno per i distributori automatici» dice ancora Giulia. Ci hanno provato, i Marchetti, a mettere in sicurezza la loro azienda. Hanno siglato un contratto con la Coopservice, che ha sede sempre nel Cas, e hanno collegato l’allarme con la centrale dei carabinieri. I furti continuano. Magari aiuterebbe un sistema di telesorveglianza stradale, come quella che dovrebbe essere installata con i finanziamenti annunciati per Ferrara dal ministro Lamorgese; non guasterebbero passaggi più frequenti delle forze dell’ordine.

Il capannone fu presa di mira anche molti anni fa, nel 1999, ma in quell’occasione i ladri trovarono nel registratore di cassa la bellezza di 100mila euro.

Lì intorno

Non è l’unico caso della zona Cas, anche al bar pasticceria Roverella 2000 lamentano tentati colpi: «Ci hanno provato giusto la settimana scorsa, prima hanno rotto un vetro e la sera dopo hanno tentato di entrare, senza riuscirci». Evidentemente l’area, per la sua collocazione periferica e la concentrazione di attività, al pari della Pmi di Cassana, è particolarmente nel mirino dei ladri. I partecipanti del consorzio (le attività sono una settantina) già l’anno scorso avevano segnalato qualche problema infrastrutturale, ad esempio gli impianto di illuminazione stradale da potenziare, che non favoriscono un’efficace deterrenza alla microcriminalità e al degrado. Anche la crescita della prostituzione è considerata un elemento a favore di chi vuole tentare furti, perché aumenta il traffico in zona.



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