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Ferrara. Da Pontelagoscuro a via Bologna: 50 nuove telecamere entro il 2023

Sicurezza da potenziare anche con verifica targhe e control room. Prossima tappa, le frazioni 


16 aprile 2022 Giovanna Corrieri


FERRARA. «L’impianto dovrà essere acceso entro il 2023», ha detto ieri il vicesindaco Nicola Lodi con riferimento alle 51 nuove telecamere di “altissima tecnologia” per le quali il Comune di Ferrara ha ottenuto dal Ministero dell’Interno 600mila euro (l’investimento complessivo è di 1,2 milioni), nell’ambito del progetto di videosorveglianza urbana che comprende anche otto sistemi di controllo targhe, una control room nella nuova sede della Polizia locale e tre postazioni da remoto presso Questura, Carabinieri, e Ferrara Tua (per la verifica e la manutenzione di dispositivi).

Si tratta peraltro di una prima fase del progetto, ha sottolineato Luca Cimarelli (Holding Ferrara Servizi): «c’è infatti un altro bando anche l’anno prossimo, con più fondi, con cui si potrà implementare quanto per ora predisposto». Il riferimento è alla volontà di portare poi nuove telecamere anche nelle frazioni. «Abbiamo partecipato al bando perché ci siamo resi conto che il sistema di videosorveglianza a oggi fa acqua da tutte le parti: un sistema obsoleto, con tecnologie passate che creano seri problemi», ha spiegato Lodi.

Dove saranno

Le aree di collocazione delle nuove telecamere sono state studiate sulla base dell’indice di criminalità e delle necessità, e criticità, emerse ai Tavoli con associazioni e Forze dell’ordine. Ne è emersa una mappa che prevede il posizionamento di 12 telecamere in zona Pmi Diamantina, 4 telecamere presso il centro artigianale San Giorgio, 17 telecamere nelle zone più sensibili del centro storico (citato il ghetto ebraico), 7 telecamere e 8 sistemi di controllo targhe nelle arterie di accesso alla città, 2 telecamere nell’area situata fra la stazione ferroviaria e lo stadio, 6 telecamere fra via Bologna, la zona della Fiera e viale Krasnodar, 2 telecamere a Pontelagoscuro e 1 telecamera in Porta Catene. Si tratta di un sistema, appunto, ad alta tecnologia, «un sistema che funziona a fibra ottica – precisava Lodi – ad alimentazione diretta e non a batteria come quelle vecchie che non si ricaricavano e creavano problemi. Dispositivi inoltre che permettono il riconoscimento facciale, di targhe automobilistiche, e anche di oggetti e animali: ci aspettiamo una riduzione dei reati predatori».

E prossimamente, rispondendo alla seconda fase del bando del Ministero il progetto sarà esteso anche alle frazioni, con anche «lo sviluppo di un’app specifica rivolta alle segnalazioni di episodi sospetti da parte dei cittadini. L’obiettivo è arrivare alla progressiva sostituzione delle circa 200 telecamere presenti nel Comune ormai inadeguate alle esigenze di sicurezza della città», ha detto il vicesindaco.

Al nuovo sistema potranno inoltre integrarsi, ha spiegato l’amministratore unico di Ferrara Tua Cimarelli, anche i dispositivi installati da Hera (circa 26 telecamere), essendo compatibili con il sistema.

L’attuale progetto non prevede quindi solo l’acquisto di telecamere e la realizzazione di control room, sottolineava Cimarelli, ma anche la realizzazione di un nuovo sistema di rete, il “sottoservizio” di fibra ottica, che colleghi tutte le telecamere e tutte le control room: «creata l’infrastruttura però con il prossimo bando ministeriale, che precede anche più fondi, ci sarà la possibilità di andare a implementare il progetto nelle frazioni: il grosso del lavoro è che bisognerà raggiungerle con la fibra».

Per l’amministratore unico di Ferrara Tua «da sottolineare è la volontà politica che ha consentito di arrivare a questo risultato: su 2078 sono stati premiati 416 progetti».



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