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Bondeno, a dieci anni dal terremoto ancora 27 famiglie fuori casa

Dodici mesi fa erano 40 i nuclei che usufruivano dei contributi emergenziali. Intanto la ricostruzione pubblica avanza, ma con l’incognita rincaro dei materiali


19 aprile 2022


BONDENO. L’anniversario del 20 maggio avrà quest’anno un significato simbolico importante. Sono passati infatti dieci anni dal sisma, un evento che ha sconvolto le comunità, modificando l’approccio dato alle costruzioni di nuova generazione.

Nel Bondenese nuove opere hanno cambiato il paesaggio: due nuove scuole antisismiche, la Casa della Salute, una nuova palestra nel centro Bihac in sostituzione di quella abbattuta in via Manzoni, dove sorgerà un parcheggio; ma anche il centro polifunzionale di via Autieri, realizzato grazie alle donazioni di vari enti e lavoratori.

I prossimi obiettivi

«Il 2022 sarà un anno chiave per la ricostruzione della parte pubblica – avverte il sindaco Simone Saletti – come si vede dai primi effetti delle opere che stanno preparando alla demolizione e ricostruzione del nuovo Ponte Rana. Entro fine anno vedremo poi il trasferimento degli uffici comunali nelle ex scuole di piazza Aldo Moro, per consentire il restauro e consolidamento del municipio. Nelle ex scuole, però, verranno conservati i seggi per le elezioni e il referendum di giugno. Purtroppo – continua il primo cittadino – stiamo registrando il problema dei costi delle materie prime, dopo la pandemia ed a causa della guerra, che stanno creando rallentamenti nella ricostruzione del cimitero, che resta centrale per noi. Parallelamente, si stanno analizzando le offerte per assegnare i lavori della ricostruzione di Villa Borselli, dove sorgeranno il nuovo ospedale di comunità e gli altri servizi previsti dall’Ausl».

Il disagio abitativo

Stanno progressivamente rientrando anche i disagi di chi ha dovuto abbandonare la propria casa dopo il sisma. Sono attualmente 27 i nuclei familiari che usufruiscono ancora del contributo per il canone di locazione o di quello per il disagio abitativo temporaneo. Lo scorso anno erano 40. Per il trimestre ottobre-dicembre 2021, la quota per le due forme di sostegno è stata quantificata in circa 22.970 euro. Sono attualmente 17 i nuclei che usufruiscono del contributo per il canone di locazione, con l’affitto cofinanziato dalla Regione, mentre altri 10 nuclei sono soggetti al contributo per il disagio abitativo temporaneo, perché ospitati da parenti o purtroppo costretti a vivere in alloggi temporanei, tipo roulotte o container.

Per capire l’evoluzione della questione, basta pensare che all’inizio dell’emergenza, da Bondeno arrivarono alla Regione 385 domande per il Cas (contributo per autonoma sistemazione abitativa), che portarono sul territorio 285.151 euro.

«Ho avuto modo di incontrare alcuni dei cittadini che ancora non hanno potuto rientrare nella propria abitazione – racconta il sindaco – ed è emerso che alcuni hanno pagato la complessità o gli errori tecnici di alcuni progetti. Il nostro impegno è quello di aiutarli a fare cessare presto il loro disagio, così come quello di accompagnare le imprese che stanno completando il loro iter ricostruttivo. In alcuni casi, di fronte alle difficoltà di accedere tramite il Mude ai finanziamenti della ricostruzione (con i listini dei prezzi delle materie prime fermi al 2015), i cittadini hanno trovato più conveniente la strada del Bonus 110%. Il costo delle materie prime sta producendo effetti a cascata su tutta la filiera, ma siamo fiduciosi sul fatto che si sia imboccato il sentiero per concludere finalmente la ricostruzione della parte pubblica e privata».

Mirco Peccenini

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