ferrara
cronaca

Inquinamento delle falde, nuovo round di controlli

Il Comune ha affidato l’incarico per i monitoraggi integrativi. La presenza di sostanze potenzialmente tossiche è nota da vent’anni


30 aprile 2022


FERRARA. Serve un altro round per completare la tornata di controlli sull’inquinamento delle falde nelle zone periferiche della città. Il Comune ha infatti affidato nei giorni scorsi l’incarico di effettuare monitoraggi integrativi in una delle tre aree sotto osservazione, il Quadrante ovest, ottenendo dalla Regione il via libera a sforare i tempi previsti, da fine 2021 al giugno di quest’anno. Dopo questi ulteriori controlli si dovrebbe dunque avere il quadro dell’evoluzione di questi inquinanti, composti organo-alogenati potenzialmente tossici e cancerogeni, la cui presenza è nota da quasi vent’anni ma che vanno tenuti d’occhio in termini di concentrazioni e di velocità di spostamento. La speranza è che i nuovi dati ne certifichino la progressiva degradazione senza bisogno di operazioni di bonifica, anche perché non è mai stato possibile risalire ai responsabili dell’inquinamento, a differenza del Quadrante est, e quindi eventuali interventi sarebbero a carico della collettività.

La storia

L’inquinamento nella zona di via del Lavoro venne scoperto nel 2004, durante le attività di preparazione di un grosso insediamento residenziale: si tratta appunto di “composti organo-alogenati nella falda acquifera con base situata tra quindici e diciotto metri dal piano campagna”, certificarono i tecnici comunali, specificando che il movimento era in direzione sud-est, cioè verso il Volano. Erano gli anni successivi alla vicenda dell’asilo del Salice, nel Quadrante est, e delle indagini Unife sugli inquinamenti nella falda di Pontelagoscuro, Quadrante nord. Anche nel quadrilatero compreso tra via Modena, via Turchi, Po di Volano e ferrovia, dunque, si decisero campagne di monitoraggio periodiche per misurare la velocità di degradazione degli inquinanti, e quindi l’assenza di nuove “fonti” di alimentazione come ex discariche recenti, e i loro movimenti. L’ultima è appunto quella in via di completamento con i controlli integrativi, avviata nel 2019 per “escludere in primo luogo eventuali rischi sanitari”, finora mai emersi.

Gli interventi

I nuovi monitoraggi riguarderanno acque sotterranee e soil gas, cioè gli eventuali gas che risalgono in superficie dal terreno, e saranno condotti dalla ditta specializzata Lav srl di Rimini, alla quale il Comune ha effettuato direttamente i lavori per quasi 28mila euro (la somma trasferita dalla Regione per questo scopo è di 35mila euro). Si tratta di campionare ad analizzare l’acqua di falda di 19 piezometri, tredici già esistenti e sei nuovi, da realizzare appunto per l’occasione; effettuare campionamenti ed analisi dei gas interstiziali delle 10 sonde già presenti; eseguire due specifiche campagne di controllo di questi gas attraverso l’impiego di camere di flusso, degli apparati che intrappolano l’aria appena sopra il suolo, ipotizzando sei camere installate per due volte durante il periodo di controllo. Il report finale chiarirà se è possibile archiviare la questione ovest o se saranno necessari altri interventi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.