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cronaca

Un abbraccio pieno d’amore per Desire

Ieri l’addio alla 19enne morta domenica in un incidente stradale. Il parroco chiama tutti attorno alla mamma e alla bara


30 aprile 2022 Sergio Armanino


ARGENTA. Lacrime e amore. Lo sconforto, la disperazione per quella ragazza di appena 19 anni a cui bisognava dire addio, erano sconfinati. Esplodevano nel cuore di mamma “Marisa”, della sorella maggiore, dei parenti e dei tanti amici che questa improvvisa e tragica perdita ha sorpreso impreparati, disarmati, increduli. In uno splendido pomeriggio di sole, come quello di ieri, bisognerebbe organizzare una gita, andarsene tutti al mare, o prendere le biciclette e perdersi nelle stradine di campagna. Invece, tutti quei ragazzi erano attorno a una bara bianca, come bianche erano le rose che la coprivano: loro, gli amici di Desire, a uno a uno hanno poi aggiunto i girasoli.

Non poteva essere più difficile il commiato dalla giovane di Argenta che ha perso la vita alle 2 di domenica scorsa, mentre rientrava dalla serata trascorsa a ballare in Romagna assieme a una coppia di amici e al fidanzato. Ecco, c’era anche lui ieri pomeriggio davanti al duomo, sul volto i segni dell’incidente, per dare un’ultima carezza alla sua amata, ma con la mano che si poteva appoggiare solo sul legno della bara.

Ci sono volute tutta la fede e l’eloquenza di don Fulvio per provare a dare conforto: «Abbiamo bisogno - ha ammesso il parroco - di aggrapparci alla speranza cristiana, perché la morte di una ragazza così giovane è sempre una tragedia. Allora, dobbiamo spostare il baricentro: non una riflessione sulla morte, ma sul senso e sul valore della vita».



Ecco, allora, il mistero della resurrezione: «Ci è stato portato via un corpo - afferma il prelato -, non la vita. Quello che è stata Desire per la sua mamma (e il dialogo s’è fatto diretto con Marisa, ndr), non se ne va, continua, perché l’amore di una mamma che ha cresciuto e custodito continua. Non si tratta di credere di non morire mai, ma di dare valore alla vita, che duri 10 giorni, 10 anni o 100. Non c’è risposta al perché della morte, sia di un bambino di 5 anni o di un nonno di 80: avete scritto bene voi nel messaggio che farete volare in cielo con i palloncini, “Sempre nei nostri cuori”, perché è così. Questo è il modo di far vivere Desire nel tempo, perché Desire c’è stata, c’è e ci sarà, continua a esistere perché il suo percorso lascia un segno nel tempo nei nostri cuori».

Parole vere, ma il dolore non passa certo lì per lì. E don Fulvio lo sa. Allora chiama tutti a raccolto, attorno a mamma Marisa e alla bara di Desire, per un momento di silenzio e preghiera, «pensando a cosa vi è stato donato da Desire».

Poi, sul sagrato, le note di Tears in Heaven, la canzone che Eric Clapton scrisse per il figlio Conor, morto a 4 anni cadendo dal 53º piano di un grattacielo di New York, fra abbracci e lacrime.

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