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Ferrara. Risarcimento al prigioniero di guerra: «Finalmente mio padre ha avuto giustizia»

Diego Cavallina ha vinto la battaglia giudiziaria per il papà Gualberto, detenuto nell’inferno dei lager di Dachau e Leonberg: Germania e Italia costrette a ripagarlo


05 maggio 2022 Daniele Predieri


FERRARA. Di suo padre ricorda la fame che ha patito, nei lager di Dachau e Leomberg, prigioniero di guerra, 77 anni fa: «Quella fame che lo fece tornare indietro a Ferrara, che pesava 40 chili dei 90 che era», ricorda oggi Diego Cavallina, ex sindaco di Berra, esponente della sinistra ferrarese che a 75 anni, dopo una battaglia giudiziaria lunga oltre 10 anni, con l’avvocato Fabio Anselmo, può dire che suo padre Gualberto ha finalmente avuto giustizia.

«Cosa direbbe mio padre? Di essere contento, soddisfatto per aver avuto riconosciuto un diritto e anche io lo sono per lui, per aver attivato queste operazioni giudiziarie». Le operazioni sono state le cause civili per danni contro la Germania, per le privazioni subite dal padre durante la prigionia, per i soprusi nei lager, le botte, la fame: operazioni tutte vinte. Ma la Germania, alla fine, per non pagare quel risarcimento sancito dai giudici italiani a Gualberto Cavallina (100mila euro) aveva fatto ricorso all’Aja, alla Cig, la Corte internazionale di giustizia, chiedendo ai giudici europei di bloccare contenziosi e processi italiani per le vittime di guerra: oltre una ventina le cause, tra cui quella di Gualberto Cavallina, ormai definitiva.

Tutto accade in pochi giorni, la settimana scorsa: il ricorso della Germania è di venerdì scorso (29 aprile), ma ancora prima di essere discusso il Governo Draghi ha inventato la classica “pezza” e il giorno dopo, 30 aprile, ha inserito nel decreto sui ristori del Pnrr, anche un fondo per le vittime di crimini di guerra e lesioni dei diritti su cittadini italiani da paret delle forze del Terzo Reich tra il 1939 e il 1945: insomma, finalmente, oltre le parole delle sentenze che avevano dato ragione a Gualberto Cavallina e figlio, ora anche i fatti, l’indennizzo economico. «Certo, non l’abbiamo fatto per soldi, perchè visti i tempi della giustizia, il rischio era esser presi per sfinimento e vista l’età per altro...».

«Sapevo - rammenta Cavallina - che il 25 maggio prossimo era fissata la causa per il pignoramento (a seguito delle cause vinte da lui e tanti altri , ndr)di alcuni immobili di proprietà della Germania a Roma». E allora, la Germania per non subire l’onta del pignoramento ha fatto ricorso alla Cig dell’Aja, a sorpresa di tutti: «Dopo il riconoscimento, attendevano i rimborsi, ma io l’avevo data già per persa, vista le lungaggini della giustizia. Fino alle 10 di lunedì mattina quando abbiamo saputo del ricorso della Germania del 29 aprile, e subito dopo del decreto del governo su ristori e rimborsi, per un comma inserito sol quale sulla base degli accordi internazionali con la Germania del 1962 ora vengono fissati questi nuovi ristori: per i procedimenti già conclusi e per quelli aperti fissando una transazione. « Sì - chiude Diego Cavallina - mio padre sarebbe davvero contento di questo riconoscimento».



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