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cronaca

Cona, lunghe attese al pronto soccorso: troppi pazienti dirottati al Sant'Anna

L’azienda ospedaliera corre ai ripari con un potenziamento del numero degli infermieri, allertata anche la centrale del 118


09 giugno 2022


FERRARA. Attese snervanti al pronto soccorso di Cona, soprattutto negli orari notturni. Il servizio di emergenza è ormai al collasso per via di una serie di cause che mettono in evidenza decisioni sulle quali le aziende sanitarie potrebbero riflettere.

Il sistema sanitario di emergenza da anni è basato sulla rete “hub ad spoke”, ovvero sulla centralizzazione di alcune specialità e competenze. In questo modo si cerca di offrire la massima celerità di cura, spessi dotate di risorse tecnologiche costose, accentrandole in unico ospedale. Per porre un esempio nella branca della cardiologia, un paziente colto da infarto che necessita dell’esecuzione in tempi rapidi di una coronarografia, l’unico punto di emodinamica presente in provincia si trova a Cona dove è presente sia la tecnologia necessaria, sia il personale specializzato che offre una copertura sulle 24 ore, alternando la presenza diurna alla pronta disponibilità notturna e festiva.

Nei pronto soccorso periferici (Argenta, Cento e Valle Oppio) non è possibile offrire buona parte delle specialistiche che proprio per il tipo di organizzazione è stata accentrata a Cona. La chiusura della pediatria è del punto nascite al Delta, la mancanza di specialità come ad esempio la neurologia genera la necessità di trasferire in viale Aldo Moro molti più pazienti rispetto al passato. Altri arrivi avvengono da territori nei quali un tempo lo stesso paziente preferiva servirsi di altri punti di pronto soccorso. Richieste di prestazioni in aumento dalla vicina Voghiera e Portomaggiore (ex Usl 32), da Molinella, Altedo e Malalbergo sul versante bolognese, da Finale Emilia nel modenese e anche dal comune di Occhiobello, dove molti cittadini dribbling il punto di primo intervento di Santa Maria Maddalena raggiungendo direttamente Cona.

A fare da “tappo”, soprattutto in orario notturno la mancanza di posti letto, aspetto peraltro amplificato negli ultimi mesi dalla chiusura dell’ospedale di comunità di Copparo in ristrutturazione dallo scorso novembre. Alle 23.30 di mercoledì i pazienti in attesa a Cona risultavano essere 35, mentre 42 quelli “in trattamento”, molti dei quali in attesa del posto letto sulle barelle ai quali il pronto soccorso non è in grado di offrire nemmeno un pasto in quanto non previsti in tale contesto. Alle 5,30 di ieri i pazienti in attesa risultavano essere notevolmente diminuiti (9 pazienti) , mentre il numero di persone “in trattamento” era inalterato. Un altro aspetto legato all’elevato numero di utenti presso il pronto soccorso di Cona è probabilmente dovuto alle richieste di visite specialistiche urgenti, un modo per ottenere una diagnosi in modo rapidi aggirando i tempi biblici per l’esecuzione di visite in modo ordinario tramite CUP Difficoltà che non accennano a diminuire, ancor più accentuate in funzione anche della minore paura nel recarsi in ospedale dopo lo stop della pandemia.

Dall’azienda Sant’Anna è arrivata ieri sera poco dopo le 22.30 un nota con il punto della situazione. Alle ore 21.30 di mercoledì erano 37 i pazienti in attesa e 40 i pazienti in trattamento di cui 27 con codici di alta gravità, di cui numerosi codici rossi, con inevitabili ripercussioni sui tempi di attesa. «È stato potenziato – dicono dall’azienda Sant’Anna – il numero degli infermieri al fine di accelerare la presa in carico dei pazienti in attesa e in trattamento. Notevole anche la pressione conseguente alla necessità di ricovero dei pazienti già valutati e trattati in pronto soccorso che nella giornata di oggi ha prodotto la saturazione di posti letto dell’Ospedale. È stata allertata la Centrale operativa 118 con l’ obiettivo di centralizzare esclusivamente i pazienti che necessitano di usufruire di servizi forniti dal Centro Hub di Cona. Grande è l’impegno del personale sanitario per gestire la situazione che si mantiene ancora critica». Una situazione quella del pronto soccorso di Cona che occorre monitorare con attenzione per evitare intoppi al servizio di prima assistenza così fondamentale per la salute dei pazienti.

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