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cronaca

Minacce, violenze e maltrattamenti. Ex compagno geloso a processo a Ferrara

Prima la relazione travagliata poi la persecuzione dopo aver detto basta: inferno per una cinquantenne


06 maggio 2022


FERRARA. Hanno vissuto insieme poco meno di sei mesi, sotto lo stesso tetto, nel Ferrarese. Lei costretta a subire maltrattamenti, violenze, minacce, anche al figlio e ai suoi genitori. Poi ha trovato la forza, grazie all’aiuto di un’amica, di lasciare il compagno, andarsene dalla casa, ma lui ha continuato a perseguitarla. Alla fine lei lo ha denunciato e l’uomo, un 50enne, originario della Sicilia, è ora sotto processo per violenza, stalking, maltrattamenti, minacce. Ieri mattina in tribunale, davanti ai giudici, l’ultimo pezzo del racconto degli incubi vissuti da parte della donna, vittima in questa ennesima storia di violenze contro le donne. Lei stessa, 50enne, ancora oggi confessa all’avvocato che la assiste come parte civile, Silvia Callegari, di non aver avuto consapevolezza di ciò che le stava accadendo, di non aver avuto la forza di reagire, anche perché le minacce al figlio la obbligavano a non reagire. Il processo dicevano è in corso e sta entrando nel vivo della vicenda. Una vicenda che dicevano inizia alla fine del 2019, quando i due cominciano la relazione. Poi la convivenza dal marzo 2020, nel Ferrarese e qui iniziano i vari gironi dell’inferno casalingo.

Lui, accecato dalla gelosia, la chiudeva in casa, non le permetteva di far nulla, arrivò a minacciarla con una pistola scacciacani. Minacce che poi l’uomo rivolse al figlio della donna, e anche ai suoi genitori, in un crescendo senza controllo di violenza. E che dire, allora, delle docce gelate che lui costringeva lei ad avere, e soprattutto anche la questione di soldi che fa da sfondo a questa relazione. Lui si era impossessato di tutti i suoi beni, con prelievi al Bancomat, a tal punto da costringerla, a corto di soldi, a chiedere finanziamenti.

E dire che lui, così diceva, lavorava, come corriere: lei lo vedeva sempre con la divisa da lavoro ma non ha mai saputo che fine facessero tutti i soldi che lei gli aveva dato. E che lui non ha mai restituito. Di tutto questo, la procura chiede il conto all’uomo: ieri in aula la pm Ombretta Volta a selezionare le accuse che vennero raccolte a suo tempo dai carabinieri a Occhiobello, nel Rodigino, dove la donna si era rifugiata dopo essere scappata dalla casa in cui abitava, grazie all’aiuto dell’amica che la fece uscire di nascosto dalla casa dove viveva con l’uomo e scomparire temporaneamente.

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