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Il jazz ferrarese piange Emanuele Rossi: «Era un vero appassionato»

Il cordoglio di amici e collaboratori: "E' stato un pilastro della cultura cittadina"


07 maggio 2022 Samuele Govoni


FERRARA. «Emanuele Rossi per me è sempre stato un punto di riferimento, l’uomo saggio a cui mi rivolgevo per chiedere un consiglio, non solo musicale ma anche e soprattutto umano». Andrea Firrincieli, vice presidente del Ferrara Jazz Club, ricorda così l’amico e compagno di tante serate al Torrione di San Giovanni. Rossi, vero e proprio pilastro del mondo jazz ferrarese, era del 1936 e fin dagli anni Settanta si era adoperato per diffondere il jazz in città e provincia. In una vecchia intervista rilasciata proprio alla Nuova Rossi raccontò le tappe di una passione lunga una vita: dall’associazione Amici del Jazz, fondata negli anni Settanta insieme a un pugno di amici, tra cui Alessandro Mistri, all’affermazione del club estense a livello nazionale. I primi concerti si svolsero al Caffè del D’Oro poi gli Amici del Jazz passarono alla Taverna, alla Mela e alla Polivalente. Parallelamente a questi ritrovi abituali c’erano i concerti più grandi al Teatro Comunale di Ferrara e a Comacchio. Tra gli ospiti di quegli anni Rossi ricordava con piacere Johnny Griffin, Kay Winding, George Coleman e Bobby Hutcherson. «Anche se le vite hanno preso direzioni diverse – dice Mistri, oggi guida del Gruppo dei 10 – provo profondo rispetto e affetto per Emanuele. Era una persona estremamente positiva, uno di quelli che fa piacere avere al proprio fianco». Poi aggiunge: «Era un gran signore, un vero appassionato di jazz. Uno dei pochi». Anche Francesco Bettini, direttore artistico del Jazz Club, ricorda il suo trasporto durante i concerti: «Emanuele godeva degli assoli dei musicisti e non risparmiava complimenti. Ha trasmesso l’amore per la musica a tantissimi». A lui si collega Federico D’Anneo, presidente in carica del club, che conclude: «Era un punto di riferimento nel mondo culturale. Oltre alla sua esperienza e conoscenza del jazz porteremo nel cuore la sua profonda gentilezza».

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