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cronaca

Altri due processi al vicesindaco di Ferrara: Naomo in aula per Cidas e concerto

Fissate le udienze per i presunti ricatti al presidente Bertarelli e l'abuso della festa dell'1 maggio


09 giugno 2022


FERRARA. L’ultimo processo concluso lo ha visto incassare, ieri mattina, risarcimenti e scuse, per essere stato offeso: l’ex assessore Alfredo Valente ed ex segretario Prc che lo aveva definito “vice-cialtrone” dopo aver pagato (risarcito) e avergli chiesto scusa ha ottenuto dal vicesindaco Nicola Lodi il ritiro della querela per diffamazione, mentre un altro (Fernando Iannelli) aveva patteggiato la pena (per le offese di «indegno e ladro») e un terzo invece (Andrea Malservigi) andrà a processo il 22 novembre per aver detto a Lodi che «ha una passato da truffatore». Al presente, invece, Lodi e i suoi legali incassano anche le spese di costituzione di parte civile.
Per le “baruffe ferraresi”, dice qualcuno, le solite via social con il vicesindaco sempre più protagonista nelle aule del tribunale. E non sempre come vittima d el reato. Anzi. In futuro, il vicesindaco si dovrà presentare in aula per uno dei processi più antipatici che lo riguarda, il caso Cidas, per cui rischia il posto di vicesindaco (vedi legge Severino) . L’udienza è fissata al 7 luglio (gip Danilo Russo) e Lodi è accusato di concussione per pressioni sul presidente Cidas, Daniele Bertarelli, al quale chiedeva di adottare provvedimenti contro il dipendente Daniel Servelli per averlo offeso dicendogli idiota (per Servelli c’è la diffamazione) . Il reato è concussione per aver fatto pressioni su Cidas, che chiese conto a Servelli, dunque un ricatto a buon fine: Lodi e i legali (Bergamasco e Minichiello) contestano le accuse, rilanciano e promettono colpi di scena.


Altro processo fissato, meno impegnativo che confermerebbe, secondo l’accusa, l’attitudine di Lodi ad andare ruoli e limiti: il caso del concerto itinerante del maggio 2020, che avrebbe dovuto festeggiare il il primo giorno di fase 2 dopo il lockdown: è indagato per usurpazione di titolo (aver organizzato corteo senza averne poteri) e poi violazioni Covid (permise assembramenti della festa) : il processo è fissato al prossimo 12 dicembre davanti al giudice Alessandra Martinelli.


Questi quelli fissati, mentre quelli pendenti sono – ricordiamo – diversi altri: quello che lo vede vittima delle minacce di morte della consigliera Rossella Arquà che confezionò lettere anonime (autoprodotte) con proiettili, contro di lui. Il caso di istigazione all’odio e diffamazione del runner che correva durante il lockdown e gli strascichi dello sgombero del campo nomadi. Il tutto dopo aver incassato l’archiviazione per il “caso trenino” e assoluzione per il video del D-verso, per cui la procura ha fatto ricorso in appello.
D.P.
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