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cronaca

Lui truffato da banda dei Rolex a Ferrara, banca condannata a risarcirlo

Come nel film “La Stangata”: qui c’è stata una telefonata deviata dai truffatori ad Avellino. I bancari ferraresi incassarono l’assegno falso con una garanzia inesistente


12 maggio 2022 D.P.


FERRARA. La banda dei Rolex ha colpito spesso in città, ma sempre in modo assai rudimentale, con furti a strappo, uno degli ultimi in via Mascheraio (vedi foto a fianco), indagini di Polizia di tempo fa. Ha fatto storia, invece, il caso che ha visto un imprenditore ferrarese truffato da una banda dei Rolex nazionale, e che ha veramente dell’incredibile.

Perché alla fine, oltre alla condanna penale dei truffatori, anche la banca, la sua, coinvolta in questa operazione di compravendita, la Fideuram di Ferrara, è stata condannata, civilmente, a risarcirlo per 17.200 euro: valore appunto di quel Rolex, modello Daytona che lui aveva provato a vendere nel lontano 2016, finendo invece nelle mani di una banda ingegnosa e senza scrupoli che operava in tutta Italia. Ma partiamo dalla fine di questa incredibile storia: il giudice Maria Cristoni del tribunale di Ferrara pochi giorni fa ha condannato banca Fideuram Ferrara a risarcire l’imprenditore ferrarese, perché ha riconosciuto la negligenza degli addetti dell’istituto nel gestire questa pratica, colpevoli di essersi fatti ingannare loro stessi e non aver controllato adeguatamente. Ma anche qui occorre spiegare e dire che, come per il film “La Stangata”, la truffa correva via telefono: Fideuram Ferrara accettò l’incasso di un assegno (per 17.200 euro, il prezzo del Rolex) che si rivelò falso e che venne garantito con una telefonata (falsa e deviata) al signor Coppola, fantomatico addetto della banca Bcc di Montemiletto (Avellino) (del tutto estranea a tutto questo) : quella telefonata venne fatta da Ferrara dall’addetto di Fideuram, ad un numero di telefono fornito dal compratore del Rolex, ovviamente numero falso e deviato. Al centro di tutto, lui Alberto Sperindeo, 50 anni, napoletano, il truffatore condannato in penale, compratore che contattò l'imprenditore ferrarese. Bene, Sperindeo, conosciuto in tutta Italia per truffe analoghe, voleva acquistare quel Rolex e venne addirittura qui in città per le trattative.

Così, il ferrarese che vendeva il Rolex e Sperindeo si recarono in banca a Fideuram: in ballo c’era l’assegno di Sperindeo da garantire, emesso dalla Bcc di Avellino: da Ferrara parte la telefonata verso il numero scaricato dai siti bancari della filiale di Avellino della Bcc: risponde Coppola(mai esistito in quella banca) , rassicura, garantisce. Così il bancario ferrarese si rassicura, accetta e incassa l’assegno: e il Rolex viene venduto per 17.200 euro, cifra dell’assegno. Che il giorno dopo, ovviamente, si scopre essere falso. Polizia e carabinieri di mezza Italia (la banda non ha colpito solo qui a Ferrara) scoprono che dietro tutto c’è Sperindeo che agisce con un incrocio dei telefoni (intestati a persone straniere), spostandosi in tutta Italia, facendo parte di una banda specializzata in Rolex. Oggi, dopo tutto questo, soddisfatti i legali del ferrarese venditore del Rolex, Vittorio Zappaterra e Gianni Ricciuti, che lo hanno assistito nel penale e ora nella causa civile.



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