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È finita la tregua fiscale Covid. A Ferrara in arrivo gli avvisi Imu e Tari

Il Comune incarica una società esterna di predisporre «emissioni massive». Si tratta di presunte irregolarità del 2016 e 2017: pagamenti con sanzioni 


16 maggio 2022 Stefano Ciervo


FERRARA. Il passaggio alla fase di gestione della pandemia non porta solo all’abolizione delle restrizioni e al ritorno delle attività sui livelli standard. Un effetto collaterale sicuramente meno gradito a molti cittadini è la fine della tregua fiscale, sul fronte nazionale ma anche su quello locale. È infatti di questi giorni la decisione del Comune di preparare una «emissione massiva di avvisi di accertamento Imu e Tari», cioè le richieste di arretrati non pagati con sanzioni piuttosto pesanti, che ripartono dopo appunto il periodo di congelamento dovuto ai decreti Covid. Se questi avvisi si concentreranno in questo periodo la motivazione è tecnica, per evitare cioè la prescrizioni, ma la conseguenza per i contribuenti rischia di essere pesante, anche perché si va a sommare con gli analoghi provvedimenti da parte dell’Agenzia della riscossione: e tra i commercialisti ferraresi c’è chi chiede di alleggerire il carico sui contribuenti.


Risale alla prima settimana di maggio la decisione del Servizio risorse tributarie di Palazzo Municipale di predisporre un’attività di «elaborazione dati e di creazione pdf per poter emettere avvisi di accertamento ed elaborare una serie di liste aventi specifiche caratteristiche e diversa tipologia»; subito è stata incaricata una società esterna, la Advanced System, per la produzione di queste liste di soggetti a debito con l’amministrazione. A questo punto a Palazzo Municipale tutto è pronto per la nuova «emissione massiva di avvisi di accertamento Imu e Tari»: si tratta, spiegano al Servizio tributi, di posizioni del 2016 e 2017, l’ultimo esercizio per il quale la tassa rifiuti era ancora gestita dal Comune prima di passare ad Hera, e gli avvisi servono ad interrompere la prescrizione. Per l’imposta rifiuti si può risalire fino a cinque anni per contestare mancati o errati pagamenti.


Chi segue gli interessi dei contribuenti non ha reagito certo in maniera entusiastica alla notizia. «È un periodo complicato, già l’Agenzia della riscossione ha dato il via al dopo-Covid con invii di ogni genere - spiega Alberto Carion, presidente dell’Associazione italiana commercialisti - Ora parte anche il Comune, bisogna vedere quanti saranno effettivamente gli avvisi e se per mancate presentazioni o meno della dichiarazione Imu. Il mio auspicio è che il Comune possa optare per gli avvisi bonari, con sanzioni ridotte, invece che gli accertamenti: in questo caso infatti, se come succede a tanti in questo periodo, non c’è la possibilità di pagare, non ci sono alternative al ricorso». Il rischio, insomma, è d’intasare le Commissioni tributarie senza ottenere più di tanto in termini di gettito recuperato, come dimostrano i precedenti.



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