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Vertenza petrolchimico: "Chimica, governo garante"

La Regione sul sito: firma digitale sul futuro accordo tra Versalis e Basell. Dopo la chiusura di Marghera aservono impegni su Priolo: "No al precipizio del settore"


18 maggio 2022


Ferrara «Senza chimica non c’è il biomedicale e ogni filiera industriale va in crisi: anche per questo il petrolchimico di Ferrara va salvaguardato con un accordo tra imprese che però abbia come garanzia la firma del governo». L’assessore Vincenzo Colla è tornato a schierare la Regione dietro la trincea della salvaguardia della plastica, messa a rischio dalla chiusura del cracking Eni Versalis di Marghera in assenza di concrete garanzie di continuità nelle forniture. E lo ha fatto, significativamente, al termine della visita al Tecnopolo ferrarese, alla vigilia del tavolo regionale della chimica da lui stesso convocato. «Abbiamo chiamato Versalis perché la cesura fatta su Marghera non va bene, è necessario ottenere certezze sugli investimenti per le forniture a Ferrara e agli altri petrolchimici - ha ribadito l’assessore - Le preoccupazioni espressa da Basell, che fa parte di un colosso multinazionale ben più grande della stessa Versalis e a Ferrara ha un centro ricerche indispensabile per tutti, è stata esplicitata in una lettera: bene, ma ora serve un accordo tra le due società. E per noi, questo dev’essere chiaro, qualsiasi intesa va garantita dall’esecutivo».

Il riferimento è all’iniziativa del viceministro Pichetto che, dopo l’ultimo incontro ministeriale con i tecnici, ha preannunciato un tavolo nazionale della chimica entro maggio. «La convocazione ancora non l’abbiamo - ha ammesso ieri Colla - sono in contatto costante sia con Pichetto che con il ministro Giorgetti perché il tema del dopo cracking è nazionale: Ferrara, per dire, avrà bisogno delle produzioni di Priolo». Servirà appunto un quadro di garanzie molto ampio.

Il rischio, ha avvertito il rappresentante della Regione, è di «un precipizio della chimica, mentre il doveroso passaggio verso produzioni green dev’essere una transizione». Proprio quello che fino ad oggi sembra essere mancato, nelle ricadute delle decisioni di Eni Versalis. l

S.C.

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