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cronaca

In cella con il mini telefonino, detenuto scoperto e arrestato dagli agenti

Incastrato dalle indagini durate una settimana, ieri la sua condanna per direttissima. Ed emerge il tariffario delle chaimate: per far entrare il telefono 800 euro, per una telefonata si paga 80 euro e si rischiano da 1 a 4 anni di carcere   


21 maggio 2022


Ferrara Da una settimana stavano indagando, gli agenti della Polizia penitenziaria: perchè sapevano di un mini cellulare fatto entrare dentro il carcere, all’Arginone. Microcellulari che fuori costano dai 15/20 euro ma per farli entrare bisogna sborsare anche 800 euro, secondo le tariffe che gli stessi agenti hanno scoperto all’interno dell’Istituto dell’Arginone: cellulari che poi vengono usati un pò da tutti, affittati ad 80 euro a chiamata, all’esterno. Tutto illegale, tutto illecito e soprattutto pericoloso se in mano alla criminalità organizzata: da qui la soddisfazione per le indagini della Penitenziaria che hanno portato all’arresto di un detenuto, un italiano rom, il terzo arresto per cellulari all’interno, reato gravissimo, non solo il possesso in carcere di un telefono anche solo usarlo, che viene punito con una pena a 1 a 4 anni di carcere.



E così ancora una volta il reparto di polizia penitenziario di Ferrara, guidato dalla comandante Annalisa Gadaleta, è riuscito a mettere a segno un’importante operazione di polizia, che punta a contrastare, purtroppo un fenomeno ormai diffusissimo all’interno dei penitenziari italiani. E così anche a Ferrara. Il fatto è accaduto nel pomeriggio di mercoledì scorso, quando dopo aver monitorato movimenti sospetti e dopo una indagine sulle varie segnalazioni ricevute, gli agenti hanno trovato il microcellulare di 5 centimetri con batteria esterna creata artigianalmente: a possederlo il detenuto, colto di sorpresa proprio mentre lo stava usando nel bagno. Da qui la flagranza del reato che ha consentito l’arresto: ma anche in questo caso gli agenti impegnati sono stati pronti a recuperare il telefonino che il detenuto aveva cercato di distruggere buttandolo nel wc: ieri dopo l’arresto, il processo per direttissima dove il detenuto ha patteggiato 1 anno, 1 mese e 10 giorni di pena. I dirigenti Durante e Campobasso del sindacato Sappe plaudono a comando e reparto di Polizia per l’operazione a segno.l

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