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cronaca

"Lui 50enne vendeva la baby compagna 20enne sui siti hard", a processo

Accusato di prostituzione minorile per episodi di quando lei era giovanissima, finisce a giudizio a Bologna. Mentre a  Ferrara subirà un altro processo per favoreggiamento e sfruttamento di lei quando aveva 16 e 18 anni e anche per abusi e violenze


21 maggio 2022


i Daniele Predieri

Ferrara Lui 54enne, lei poco più che 18enne. Si “vendevano” in coppia, sui siti hard, uno su tutti il sito “Megaescort” dove lui pubblicizzava la “sua bimbetta”, “Sonia, studentessa non mercenaria”, offrendola a 300 euro o scendendo anche a “200 roselline per tutta la serata”, a chi poteva portare la cocaina, non c’è problema per la’neve’, piace anche alla mia bimbetta”.

Era Davide Magnani, 54 anni, che visti i tanti “anta” era chiamato dalla stessa ragazzina “Nonno Magno” a gestire gli affari di coppia: ritenuti assolutamente illeciti, da carabinieri e procura, che fecero scattare l’arresto nel settembre scorso in carcere per Magnani per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione (anche se poi non convalidato da Riesame e Cassazione, per la cronaca) . E adesso, nove mesi dopo, e dopo indagini, riscontri e soprattutto l’interrogatorio in incidente probatorio della ragazzina (la compagna di Magnani, la “bimbetta” che oggi ha 20 anni) , le accuse si sono allargate e amplificate grazie alle rivelazioni della ragazza diventati nuovi capi di imputazione. E i processi a carico di Magnani sono diventati due.

Il primo, a Bologna, con l’accusa di prostituzione minorile per fatti accaduti tanti anni fa quando la ragazzina aveva poco più che 14 anni: Magnani aveva con lei una sorta di relazione, e le forniva droga, da qui tutte le aggravanti possibili per la contestazione del reato di prostituzione minorile: l’udienza è fissata per il 21 giugno prossimo, tribunale a Bologna, dove la pm Isabella Cavallari titolare dell’indagine ha trasferito una parte del fascicolo, per competenza, ai colleghi della Dda, la procura distrettuale che segue reati di prostituzione e pedo-pornografia minorile. Il secondo filone processuale, invece, è rimasto a Ferrara, per fatti per cui la pm Cavallari ora chiuderà le indagini: sono i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione (adulta) e di abusi, legati all’età della ragazzina dai 16 agli oltre 18 anni. Una parte di questi episodi quelli venuti alla luce appunto nel settembre scorso (prima dell’arresto di Magnani) grazie alla trasmissione de “Le Iene” di Italia Uno. La vicenda venne alla luce in modo casuale, in realtà per la segnalazione di un giovane ferrarese, un “cliente”, che dopo aver risposto ad uno degli annunci pubblicati da Magnani e aver ricevuto foto e video della ragazza – che Magnani indicava come “Sonia ragazza studentessa non mercenaria” – aveva avuto dei dubbi sulla sua età: credendola minorenne, contattò “Le Iene” poi innescare la “trappola” giornalistica. Da qui, col materiale fornito dalle Iene, e soprattutto dai riscontri degli investigatori, Carabinieri di Ferrara e pm Cavallari avevano chiesto e ottenuto l’arresto dal giudice per Magnani. Da allora in poi si sono allargate le indagini e, soprattutto, dicevamo, è stata ascoltata a lungo la ragazzina. Che ha raccontato agli inquirenti tutta la sua storia, personale, familiare e sentimentale, avuta con Magnani fin da quanto era giovanissima. Quindi, dopo aver ascoltato tantissimi testimoni, persone vicine alla ragazzina, e coi risultati in mano della perizia informatica su cellulari e computer di messaggi e chat in cui Magnani vendeva la ragazzina stessa, la pm Cavallari ha sintetizzato tutto. Da una parte ha ravvisato i reati gravi di prostituzione minorile e inviato una tranche del fascicolo per competenza funzionale (ossia di reato) alla Dda di Bologna.

L’indagine rimasta, per la prostituzione recente, sui siti hard, e per abusi sessuali sulla ragazzina, pur consenzienti, ma compiuti quando era minorenne, è ormai chiusa: il difensore di Magnani (Sergio Pellizzola) ora deve valutare le strategie difensive da seguire. Mentre il legale che assiste la ragazzina (Carlo Bergamasco) invita alla cautela vista la delicatezza del caso.

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