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cronaca

Spiaggia chiusa durante la notte per difendersi (anche) dai vandali

Lidi La Regione ha emesso l’ordinanza. Adesso tocca al Comune


23 maggio 2022


Lidi Distanza minima di 12 metri quadri tra un ombrellone e l’altro e lotta alle microplastiche sono tra gli aspetti che spiccano nell’ordinanza balneare adottata, come ogni anno, dalla Regione Emilia Romagna. La stagione estiva propriamente cesserà ad ottobre, ma l’ordinanza disciplina anche il periodo successivo, definendolo “Mare d’inverno”.

Permane l’obbligatorietà di istituire il servizio di salvataggio a mare solo nelle aree in concessione (non nei tratti di spiaggia libera), dall’ultimo weekend di maggio sino al terzo fine settimana di settembre.

Per tutelare le spiagge dai raid vandalici notturni, che più di una volta hanno messo a ferro e fuoco stabilimenti balneari con danni anche ingenti, la Regione ha previsto la possibilità di impedire l’accesso di notte alle aree del demanio marittimo, disponendo che ciascun singolo Comune rivierasco, possa normare, con propria ordinanza fasce orarie e norme conseguenti. Tra la foce del Po di Goro e la fascia litoranea del Comune di Cattolica la zona a mare riservata alla balneazione si estende sino a 300 metri dalla battigia (salvo diverse disposizioni locali) ed al suo interno sono vietate determinate attività, quali la pesca e l’uso di imbarcazioni a motore. Per queste ultime è prevista una apposita definizione di corridoi di imbarco e sbarco. La presenza di buche o dislivelli nelle zone ammesse alla balneazione dovrà essere adeguatamente segnalata da appositi cartelli, a cura e spese dei concessionari degli stabilimenti balneari.

Resta interdetta la balneazione nei porti e con essa il divieto di tuffarsi dai moli, ma permane anche il divieto di salire sulle scogliere frangiflutto, un malcostume che può costare caro, non solo per le sanzioni da 500 euro, nelle quali si può incorrere, ma anche per i rischi di fratture in caso di scivolamento. L’articolo 4 dell’ordinanza balneare riguarda l’uso delle spiagge, consentendo ai Comuni di disciplinare, in determinate aree di spiaggia libera, l’accesso per i cani. l

Katia Romagnoli

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