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Comacchio piange il “suo” Dante, uomo del 118 e pilastro del calcio

Si è spento all’età di 78 anni. Domani i funerali in cattedrale a Comacchio. Il ricordo: «In campo e nella vita era un vero mito»: ex massaggiatore e volontario di primissimo piano nel Comacchio-Lidi


25 maggio 2022


Comacchio Per oltre trent’anni ha indossato la divisa arancione dei soccorritori del 118, prestando servizio a bordo delle ambulanze, come autista e grazie al suo temperamento gioviale e vulcanico si era fatto conoscere e ben volere da tutti in laguna. Dante Cavallari, ex massaggiatore e volontario di primissimo piano della compagine calcistica locale Comacchio-Lidi, si è spento, a 78 anni, nella serata di lunedì.

Da poco più di un anno il comacchiese, dopo il decesso della moglie Giulia, si era stabilito in una struttura protetta, dove, è deceduto. «Chi non conosceva Dante? Era un mito, un’istituzione – ricorda l’ex calciatore ed ex assessore comunale Eugenio Gramolelli -; era conosciuto da tutti come fac-totum della squadra di calcio del Comacchio-Lidi, ha ricoperto tutti i ruoli, dal magazziniere, al massaggiatore, all’autista, che con il pulmino portava i ragazzi a giocare a calcio. Per noi che siamo cresciuti con lui sul campo di calcio era davvero un mito».

Le esequie funebri di Dante Cavallari saranno celebrate da don Ruggero Lucca domani, giovedì 26 maggio,  alle ore 9.30 nella concattedrale di San Cassiano con partenza del corteo funebre, dalle ore 9.15 il carro funebre delle onoranze Reale partirà dalla camera mortuaria della casa della salute San Camillo.

«Dante c’era sempre e noi della vecchia guardia dei vigili urbani di Comacchio – ricorda un vigile in pensione -, ce lo ricordiamo come si prodigava sugli incidenti stradali. Quanti feriti ha soccorso, anche sulla Romea, in estate e nonostante la calura e il traffico intenso, era sempre professionale, pronto ad incoraggiare le persone che soccorreva e a dare una pacca sulla spalla ai colleghi. Anche quando era fuori servizio, Dante non si tirava indietro».

Il 118 e la squadra di calcio locale erano, insieme alla famiglia, l’universo a cui il 78enne ha dedicato tutta la propria vita. «Dedicava il suo tempo libero alla squadra – commenta commosso Eugenio Gramolelli -, faceva anche il massaggiatore. La sua voce da tenore era inconfondibile e quando le cose non andavano bene, bastava un suo urlo, che si sentiva a chilometri di distanza e quello ci dava la scossa per vincere le partite. Ciao, Dante. Guardaci da lassù!». Con la scomparsa di Dante Cavallari se ne va un pezzo della storia del calcio comacchiese, del volontariato e del 118 del vecchio ospedale San Camillo. «Dante era rimasto profondamente scosso dalla morte della amata moglie Giulia – è il ricordo di Giovanni Gelli, presidente della consulta popolare per il San Camillo – e ora si è ricongiunto a lei. Ricordo che oltre alla grande passione calcistica, coltivava anche quella per la pesca sportiva. In paese sino ad un anno fa lo si vedeva in giro con il suo immancabile sigaro tra le dita». Oggi la comunità si stringerà, in duomo, al lutto dei due figli Giulio e Cristian. «Gli volevano tutti un gran bene, era una vera e propria istituzione a Comacchio». l

Katia Romagnoli

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