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Covid nel Ferrarese, ancora 3mila persone in quarantena

Sono quelle attualmente infette. Calamai (Asl): ma incidenza giù. Cure palliative, Gulmini: 60% malati oncologici seguiti dalla rete


25 maggio 2022


Ferrara «Abbiamo ancora numeri significativi – spiega la direttrice generale dell’Asl, Monica Calamai facendo il punto sulla pandemia – L’incidenza sta calando ma è ancora di 303,6 casi ogni 100mila abitanti con un totale di 3.056 casi postivi, il 97,3% dei quali sono asintomatici». Poi la direttrice aggiunge: «Ci sono ancora 95 ricoverati (2 in terapia intensiva) che in buona parte sono pazienti positivi i cui ricoveri sono legati a problematiche non Covid». E intanto prosegue, seppur a rilento, la campagna vaccinale in particolare per le quarte dosi di over 80 e fragili. In particolare loro Monica Calamai ha rivolto l’invito a cogliere l’opportunità della quarta dose perché, afferma, «è molto importante per quel target di età e per chi ha patologie che lo rendono vulnerabile».

Ieri nel corso della trasmissione web Salute Focus Ferrara si è parlato anche di cure palliative. «Sono una scelta di civiltà di un popolo – ha dichiarato la manager – Nonostante la pandemia, grazie a fondi presenti in azienda e anche al Pnnr, abbiamo potenziato la rete nella nostra provincia. I valori fondamentali sono l’appropriatezza delle cure, l’autonomia che restituisce dignità ai pazienti ed infine l’equità, intesa come possibilità di avere nodi della rete delle cure su tutto il territorio». Le norme indicano «che ci deve essere almeno una unità di cure palliative ogni 100mila abitanti e un hospice da 10 posti letto sempre ogni 100mila abitanti», ha ricordato Calamai. La rete – ha aggiunto la responsabile Rete provinciale Cure Palliative, Loretta Gulmini – deve prevedere ambulatori di cure palliative più vicini possibile alle persone. E poi: hospice, cure a domicilio includendo, naturalmente, l’ospedale quale luogo di intercettazione e presa in carico del malato al quale, una volta dimesso, si garantirà continuità assistenziale anche attraverso le consulenze ospedaliere». Gulmini ha sottolineato che «abbiamo aperto numerosi ambulatori nella Case della Salute, luoghi cerniera tra ospedale e domicilio del malato, dove si crea un rapporto con il paziente di fiducia». Oggi il 60% dei malati oncologici della provincia di Ferrara viene seguito dalla rete delle cure palliative. «Percentuale che – ha precisato Gulmini – nel primo anno di pandemia è scesa al 50% per ritornare però alla percentuale precedente già dal 2021. Con la pandemia è stata potenziata la domiciliarità con un aumento del monitoraggio telefonico». Il decesso dei pazienti seguiti, da qualche tempo, avviene più spesso a domicilio (la quota di decessi in ospedale si è ridotta dal 35% al 24,7%). Fondamentali, nel campo, la figura dell’infermiere e l’assistenza domiciliare. In ospedale a gestire il caso è il “case manager”.

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